Il bambino sta a guardarla con tanto d'occhi....

Rosaria.

Me ne vado perchè non so più che mi verrebbe di fare! Aspetti qua! Vado a chiamarlo!

Si ritira di furia per l'uscio laterale a sinistra.

Toti

prendendosi sulle gambe Ninì.

Che è, Ninì? Niente, bellino.... non aver paura.... Scherza, la zia! Ora gliela faremo sbollir noi tutta questa furia.... Sai chi verrà ora qua? Giamì! Gli vuoi bene tu, a Giamì, è vero? Ti porta anche lui, Giamì, le chicche, i giocattolini. Ma, tu devi voler più bene a me, piccino mio.... assai, assai più, perchè io, sai? ci sono e non ci sono più, per te. Queste cose tu ancora non puoi capirle e non le capirai mai, figlietto mio bello, perchè quando potrai capirle, non ti ricorderai più di me.... che t'ho tenuto in braccio così.... che t'ho stretto a me così.... così.... e che ho.... che ho pianto per te, figliuolo....

Con un dito si porta via le lacrime dagli occhi.

Che dici? Giamì? Sì, ora verrà.... Ah, dici d'andarcene? Sì, ora ce ne andremo.... Ma prima bisogna che venga Giamì.... e tu devi star bonino.... Guarda qua.... ecco, ti dò questa borsetta, e tu ci giochi, eh?

Cava dal taschino del panciotto una borsetta di seta rossa a maglia, con anellini d'acciaio, piena di monetine.