Non ho il diritto? Chi t'ha detto che non l'ho? Io difendo la madre a questa creaturina! difendo questa creaturina! e difendo anche te, ingrato, che non ragioni più! Io vado a trovarla, vado a trovar suo padre, gli espongo il caso, gli presento qua questo piccino, e gli domando se c'è coscienza a rovinar così una casa, una famiglia, a far morire di crepacuore un povero vecchio, una povera madre, e lasciar senz'ajuto e senza guida un povero innocente come questo, Giacomino, come questo.... Ma non lo vedi? non hai più cuore, figliuolo mio? non lo vedi qua, il tuo piccino? è tuo! è tuo!

Lo prende e glielo appende al collo. Giacomino non resiste più, lo abbraccia, lo bacia, sulla testa; e allora il professor Toti, al colmo della commozione, ride, piange, come impazzito, grida:

Santo figliuolo.... santo figliuolo mio.... Ah, che bene mi fai!... Lo volevo dire.... lo volevo dire.... Via, via.... andiamo! Andiamo ora!... Non fa nulla.... così come ti trovi!... subito.... andiamo via, andiamo tutt'e tre.

A questo punto si spalanca l'uscio laterale a destra e irrompono Rosaria, Padre Landolina e Filomena, gridando insieme:

Rosaria.

Ah, Giacomino! No! no! Giacomino, che fai? Come! così ti lasci trascinare?

Landolina.

Questa è una violenza inaudita! Peccato mortale, Giacomino!

Filomena.

Madre di Dio! Madre di Dio!