Sissignore! Ah!, il Governo con me non se la passa liscia! Lo piglio in punto: calcolo quanto pare a me, che mi restino ancora cinque o sei anni di vita, e piglio moglie, sissignore! per obbligarlo a pagarle la pensione, anche a lei! Ah, si figura che deve finir così?
Direttore.
Bellissimo! bellissimo! Vuol prendere moglie sul serio alla sua età?
Toti.
Moglie? Che moglie! Opera di carità! Che c'entrano gli anni, scusi? Lei, allora, come tutti gli altri? Vede la professione e non vede l'uomo? Sente dire che voglio prender moglie — s'immagina una moglie — e me, marito — e si mette a ridere. Oppure s'arrabbia, come quando crede che i ragazzi diano la baja a me, mentre la danno al professore. Che c'entra? Altro è la professione: altro è l'uomo. Fuori, i ragazzi mi rispettano, mi baciano la mano. Qua fanno la professione di scolari e per forza devono dare la baja a chi fa quella del maestro e la fa come me, santo Dio, da povero vecchio stanco e seccato! — Io mi prendo una povera giovine, timorata, di buona famiglia, senza beni di fortuna — e sissignore, dovrà figurare come moglie davanti la legge, perchè il Governo, se no, non le paga la pensione. Ma che moglie! all'età mia? Roba da ridere! — Marito? Professione! apparenza! In realtà, niente, sono e resto un pover'uomo, un povero vecchio che avrà per due o tre anni, forse meno, la compagnia d'una persona grata del bene che le faccio, alle spalle del Governo — e basta così!
Direttore.
Ma sa che lei è un bel tipo, professore? Mi congratulo.... Uomo di spirito....
Toti.
Già, perchè lei, ora, si sta figurando di vedermi....
Fa con le mani un gesto ampio di corna sulla testa.