Lillina.
Non importa! Lei glielo dica! Forse di lei si fida!
Toti.
Ma se il posto, per lui, è tutto! Tanto vero, che era contento per me.
Lillina.
Come, per lei?
Toti.
Ma sì, figliuola! Siamo giusti, siete ragazzi e non pensate! Ti vai a mettere con un giovanotto — buono, non dico di no, educato, ma.... senz'arte nè parte, sventato.... Come ti potrà mai mantenere? Non ne ha i mezzi, e credo neanche la voglia. Che mangiate, amore? L'amore mangia, figliuola, non si mangia! Come fate a metter su casa? C'è ora anche un bambino di mezzo.... La faccenda era già complicata, con codesto benedetto Giacomino! ma, tanto, per me, o prima o dopo — meglio prima che dopo! — Ma ora si complica di più! Non basta Giacomino; c'è pure Giacominino! Padre e nonno, tutt'in una volta?
Lillina.
No, no, professore! Ciò che lei pensa non è possibile! Lei ha ragione! non dovevo far mai quello che ho fatto.... Ma non so più io stessa come sia stato.... Ora egli n'è più pentito di me; e non sappiamo nessuno dei due come dobbiamo fare, come uscirne.... Il tempo stringe.... Sono disperata!... Ah, m'ajuti, professore, per carità, ora che lei sa tutto, ora che per un caso mi son trovata a confidarmi con lei, m'ajuti.