—allora vedrà che io prenderò il volo! Sissignore! prenderò il volo! il volo! E non mi par l'ora, creda, non mi par l'ora! Perché, dopo quello che è avvenuto di molto intimo tra me e lui
indicherà il Padre con un orribile ammiccamento
non posso più vedermi in questa compagnia, ad assistere allo strazio di quella madre per quel tomo là
indicherà il Figlio
—lo guardi! lo guardi!—indifferente, gelido lui, perché è il figlio legittimo, lui! pieno di sprezzo per me, per quello là,
indicherà il Giovinetto
per quella creaturina; ché siamo bastardi—ha capito? bastardi.
Si avvicinerà alla Madre e l'abbraccerà.
E questa povera madre—lui—che è la madre comune di noi tutti—non la vuol riconoscere per madre anche sua—e la considera dall'alto in basso, lui, come madre soltanto di noi tre bastardi—vile!
Dirà tutto questo, rapidamente, con estrema eccitazione e arrivata al «vile» finale, dopo aver gonfiato la voce sul «bastardi», lo pronunzierà piano, quasi sputandolo.