Il Capocomico, a questo punto, risalirà sul palcoscenico per rimettere l'ordine.

Il padre. Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sè, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo d'intenderci; non c'intendiamo mai! Guardi la mia pietà, tutta la mia pietà per questa donna

indicherà la Madre

è stata assunta da lei come la più feroce delle crudeltà.

La madre. Ma se m'hai scacciata!

Il padre. Ecco, la sente? Scacciata! Le è parso ch'io l'abbia scacciata!

La madre. Tu sai parlare; io non so... Ma creda, signore, che dopo avermi sposata... chi sa perché! (ero una povera, umile donna...)

Il padre. Ma appunto per questo, per la tua umiltà ti sposai, che amai in te, credendo...

S'interromperà alle negazioni di lei; aprirà le braccia, in atto disperato, vedendo l'impossibilità di farsi intendere da lei, e si rivolgerà al Capocomico:

No, vede? Dice di no! Spaventevole, signore, creda, spaventevole, la sua