Eseguirà, andando a prendere il suo cappello dall'attaccapanni.

Il capocomico. Ah già, benissimo! Dunque, lei resta qui a capo chino.

La figliastra (divertita). Ma se non è vestita di nero!

La prima attrice. Sarò vestita di nero, e molto più propriamente di lei!

Il capocomico (alla Figliastra). Stia zitta, la prego! E stia a vedere! Avrà da imparare!

Battendo le mani:

Avanti! avanti! L'entrata!

E ridiscenderà dal palcoscenico per cogliere l'impressione della scena. S'aprirà l'uscio in fondo e verrà avanti il Primo Attore, con l'aria spigliata, sbarazzina d'un vecchietto galante. La rappresentazione della scena, eseguita dagli Attori, apparirà fin dalle prime battute un'altra cosa, senza che abbia tuttavia, neppur minimamente, l'aria di una parodia; apparirà piuttosto come rimessa in bello. Naturalmente, la Figliastra e il Padre, non potendo riconoscersi affatto in quella Prima Attrice e in quel Primo Attore, sentendo proferir le loro stesse parole, esprimeranno in vario modo, ora con gesti, or con sorrisi, or con aperta protesta, l'impressione che ne ricevono di sorpresa, di meraviglia, di sofferenza, ecc., come si vedrà appresso. S'udrà dal cupolino chiaramente la voce del Suggeritore.

Il primo attore. «Buon giorno, signorina...»

Il padre (subito, non riuscendo a contenersi). Ma no!