LORI

Oh lo so, gente che sa fare a modo le cose... — ora che non c’è più niente da fare, è vero? morta da sedici anni la moglie; maritata la figliuola, — basta, eh? là c’è la porta, tanti saluti. Ah no! Ora viene la mia volta. Ho capito tutto. Vagliato tutto.

SALVO

Ma non vedi che tu farnetichi?

LORI

No. Lucidissimo. Ho pensato, pensato. E vedo tutto. Parlo così, mi muovo così, perchè non posso farne a meno. Sono come un cavallo scappato. Mi frustano tutte le cose, che mi sono all’improvviso uscite dall’ombra da tutte le parti. Ma so ormai dove andrò a parare. Guardatene! (Lo afferra per un braccio) Prima di tutto; sei convinto ora, che non sono quel miserabile che m’avete creduto e rappresentato agli occhi di tutti?

SALVO

Ma sì! E per ciò non vedo...

LORI

Che cosa io possa fare? Nulla, è vero? Avrei dovuto saperlo prima, ed essere un miserabile della più vile specie per profittarne. Non l’ho saputo; e dunque, tu pensi, dopo diciannove anni... Sbagli, caro mio!