LORI
(lo guarda prima terribilmente, poi, quasi saltandogli alla gola, lo fa cadere su una poltrona; gualcendogli l’abito addosso) Tu? Meriteresti di essere ucciso ora, per questo che hai detto! (Ritraendosi inorridito, ripreso dall’idea che gli è balenata) No! Su, su... Rassettati, rassettati... C’è, c’è forse il modo... c’è, c’è ancora il modo di profittarne...
Entrano a questo punto dalla comune PALMA e FLAVIO GUALDI, ansiosi e sgomenti.
LORI
(scorgendoli) Ah, eccoli!
PALMA
Che cos’è? che cos’è?
LORI
Niente, niente, Palma! S’è chiarito, s’è chiarito, s’è chiarito tutto! Ha dovuto riconoscere, richiamato da me a fatti, a dati precisi, che s’era ingannato. Non è vero che tu sei sua figlia! Sei mia figlia! mia figlia! (A Salvo): Dillo, dichiaralo forte, qua, a tutti e due! È vero, è vero, che hai dovuto convenirne?
SALVO