Invano il signor Trockley si provò a sconsigliarla, a farle considerare tutti gl'impicci che le sarebbero venuti da quella compera: dovette cedere alla fine e, per rispetto al padre di lei, accostarsi al selvaggio caprajo per trattar l'acquisto del capretto nero.
Miss Ethel Holloway, sborsato il denaro della compera, disse al signor Trockley che avrebbe affidato il suo capretto al direttore dell'Hôtel des Temples; che poi, appena ritornata a Londra, avrebbe telegrafato perchè la cara bestiolina, pagate tutte le spese, le fosse al più presto recapitata; e se ne tornò in carrozza all'albergo, col capretto belante e guizzante tra le braccia.
Vidi, incontro al sole che tramontava fra un mirabile frastaglio di nuvole fantastiche, tutte accese sul mare che ne splendeva sotto come uno smisurato specchio d'oro, vidi nella carrozza nera quella bionda giovinetta gracile e fervida allontanarsi infusa nel nembo di luce sfolgorante, e quasi mi parve un sogno. Poi compresi che, avendo potuto, pur tanto lontana dalla sua patria, dagli aspetti e dagli affetti consueti della sua vita, concepir subito un affetto così vivo, un così vivo desiderio per un piccolo capretto nero e senz'altro porlo in atto, senza misurare nè la distanza nè le difficoltà, ella non doveva avere neppure un briciolo di quella solida ragione, che con tanta gravità governa gli atti, i pensieri, i passi e le parole del signor Charles Trockley.
E che cosa aveva allora al posto della ragione la piccola Miss Ethel Holloway?
Nient'altro che la stupidaggine, sostiene il signor Charles Trockley con un furore a stento contenuto, che quasi quasi fa pena, in un uomo come lui, sempre così compassato.
La ragione del furore è nei fatti che son seguiti alla compera del capretto nero.
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Miss Ethel Holloway partì il giorno dopo da Girgenti. Dalla Sicilia doveva passare in Grecia; dalla Grecia in Egitto; dall'Egitto nelle Indie.
È miracolo che, arrivata sana e salva a Londra su la fine di novembre, si sia ricordata ancora, dopo circa otto mesi e dopo tante avventure che certamente le saranno occorse in un così lungo viaggio, del capretto nero comperato un giorno lontano tra le rovine dei Tempii akragantini in Sicilia.
Appena arrivata, secondo il convenuto, scrisse per riaverlo al signor Charles Trockley.