— Se egli da lontano mi pensa, io sono viva per lui.
E questo vi sosteneva e vi confortava. Ora ch'egli è morto, voi non dite più:
— Io non sono più viva per lui!
Dite invece:
— Egli non è più vivo per me!
Ma sì ch'egli è vivo per voi! Vivo per quel tanto che può esser vivo, cioè per quel tanto di realtà che voi gli avete dato. La verità è che voi gli deste sempre una realtà molto labile, una realtà tutta fatta per voi, per l'illusione della vostra vita, e niente o ben poco per quella di lui.
Ed ecco perchè i morti se ne vengono da me, ora. E con me — poveri pensionati della memoria — amaramente ragionano su le vane illusioni della vita, di cui essi al tutto si sono disillusi, di cui non posso ancora disilludermi al tutto anch'io, benchè come loro le riconosca vane.
RONDONE E RONDINELLA.
Chi fosse Rondone e chi Rondinella nè lo so io veramente, nè in quel paesello di montagna, dove ogni estate venivano a fare il nido per tre mesi, lo sa nessuno.
La signorina dell'ufficio postale giura di non essere riuscita in tanti anni a cavare un suono umano, mettendo insieme i k, le h, i w e tutti gli f del cognome di lui e del cognome di lei, nelle rarissime lettere che ricevevano. Ma quand'anche la signorina dell'ufficio postale fosse riuscita a compitare quei due cognomi, che se ne saprebbe di più?