— Ce n'ho due, io. E tre nipoti.

— Eh, ma un figlio unico.... — si provò a far considerare il marito.

— Non è vero, non lo dica! — lo interruppe quello sgarbatamente. — S'avvizia un figlio unico, ma non s'ama mica di più! Un pezzo di pane, quando s'hanno più figliuoli, tanto a ciascuno, va bene; ma non l'amore paterno: a ciascun figliuolo un padre dà tutto quello di cui è capace. E s'io peno adesso, non peno metà per l'uno, metà per l'altro; peno per due.

— È vero, sì, quest'è vero, — ammise con un sorriso timido, pietoso e impacciato il marito. — Ma guardi.... (siamo a discorso, adesso.... e facciamo tutti gli scongiuri....) ma ponga il caso.... non il suo, per carità, egregio signore.... il caso d'un padre ch'abbia più figliuoli alla guerra.... ne perde (non sia mai!) uno.... gli resta l'altro almeno!

— Già, sì; e l'obbligo di vivere per quest'altro, — affermò subito, accigliato, quello. — Il che vuol dire che se a lei.... non diciamo a lei, a un padre che abbia un solo figliuolo, càpita il caso che questo gli muoja, se della vita lui non sa più che farsene, morto il figliuolo, se la può togliere, e addio; mentr'io, capisce? bisogna che me la tenga io, la vita, per l'altro che mi resta; e il caso peggiore dunque è sempre il mio!

— Ma che discorsi! — scattò a questo punto un altro viaggiatore, grasso e sanguigno, guardando in giro coi grossi occhi chiari acquosi e venati di sangue.

Ansimava, e pareva gli dovessero schizzar fuori, quegli occhi, dalla interna violenza affannosa d'una vitalità esuberante, che il corpaccio disfatto non riusciva più a contenere. Si pose una manona sformata innanzi alla bocca, come assalito improvvisamente dal pensiero dei due denti che gli mancavano davanti: ma poi, tanto, non ci pensò più e seguitò a dire, sdegnato:

— O che i figliuoli li facciamo per noi?

Gli altri si sporsero a guardarlo, costernati. Il primo, quello che aveva il figlio al fronte fin dal primo giorno della guerra, sospirò:

— Eh, per la patria, già....