— Ma sì, — fece lui, ancora ansimante. — Son venuti a buttarlo qua.... Lascia; andiamocene.... Che gusto? Non senti che già l'aria qua....
— E quei corvi? — esclamò ella, con un brivido d'orrore. — Quei corvi là se lo mangiano vivo?
— Ma, Ida, per carità.... — pregò lui a mani giunte.
— Nino, basta! — gli gridò allora lei, al colmo della stizza nel vederlo così supplice e melenso. — Rispondi: se lo mangiano vivo?
— Che vuoi che sappia io, come se lo mangiano? Aspetteranno....
— Che muoja qui, di fame, di sete? — riprese ella, col volto tutto strizzato dalla compassione e dal ribrezzo. — Perchè è vecchio? perchè non serve più? Ah, povera bestia! che orrore! che infamia! Ma che cuore hanno codesti villani? che cuore avete voi qua?
— Scusami, — diss'egli, alterandosi, — tu senti tanta pietà per una bestia....
— Non dovrei sentirne?
— Ma non ne senti per me!
— E che sei bestia tu? che stai morendo forse di fame e di sete, tu, buttato in mezzo alle stoppie? Senti.... oh guarda i corvi, Nino, su.... guarda.... fanno la ruota.... Oh che cosa orribile, infame, mostruosa.... Guarda.... oh, povera bestia.... prova a rizzarsi! Nino, si muove.... forse può ancora camminare.... Nino, su, ajutiamola.... smuoviti!