Il moribondo, sempre più angosciato, agitava senza requie la mano sinistra illesa; riusciva talvolta a sollevare e a trarsi giù dal petto il lembo rimboccato del lenzuolo; tal'altra, non riuscendovi, levava il braccio a vuoto, con l'indice e il pollice della mano convulsa congiunti, quasi in atto di spaventosa minaccia.
Il nuovo visitatore n'era rimasto atterrito.
— Perchè fa così? — domandò di nuovo.
— Vuol togliersi la vescica dal capo, — rispose l'infermiere.
— Ma che! Non gli dar retta! — interloquì Filippo Deodati. — Movimenti riflessi....
— Se l'è già tolta due volte! — insistè l'infermiere.
Il Deodati lo guardò con aria di commiserazione.
— E che significa? Movimenti riflessi.... Non sa più quel che si faccia.... Ha già perduto i centri frenici: è evidente. A prestare un po' d'attenzione ci s'accorge che fa tre movimenti soli, costantemente gli stessi....
E pareva, nel dar questi schiarimenti, assaporasse uno di quei piaceri che avvengono proprio di rado, almeno dal modo con cui accarezzava con la voce quei termini di scienza: “movimenti riflessi, centri frenici„.
Entrò, in quella, a tempesta il piccolo De Petri, annunziando: