(sorridendo)

No no. Perchè lei non sa che bei tiri le giuoca e che scherzi le combina, che graziose sorprese intanto le prepara la sua anima, respirando, palpitando nell'aereo fervore di quei momenti, sciolta d'ogni freno, destituita d'ogni riflessione, accesa, abbagliata in quella fiamma di sogno. Lei non se n'accorge: ma un bel giorno — un brutto giorno — si sente tirato giù.

Franco

Ecco! Sì! Ma non bisogna cedere! Appunto! Non bisogna lasciarsi tirar giù! E perciò le dico che voglio ritornarmene là, lontano; riportarmela dove lei seguitò a vivere, aspettandomi, lieta, fidente, in quella luminosa felicità di sogno, che a me, per un oscuramento di tutto — dello spirito, della coscienza — è parsa come una follia, di cui fossi rinsavito, compiacendomene, come se avessi dato a me stesso una prova di.... di saggia disinvoltura, ecco! Ma ora sento, sento che mi si è rifatto quell'animo: mi sono ritrovato! E lo debbo a lei!

Ludovico

Non si esalti! Vedrà com'è caduta.

Franco

La rialzerò! La rialzerò! (S'apre l'uscio in fondo: appare Ersilia) Ah, eccola! (Appena la vede, smorendo, quasi tra sè) Dio mio....

Ersilia entra, infatti, coi capelli cascanti, disfatta, pallidissima, e va, disperatamente risoluta, verso Ludovico.

Ersilia