Eh, ma lei sa bene che cos'è vedersi abbandonata! Era detto così bene nel giornale! — Le sarà nato l'odio, adesso. E deve aver capito che qua, il signor Nota.... (fa una smusata). L'ho vista quand'è uscita con lui. M'è parso che avesse negli occhi, non so, come.... come un velo: guardava e non vedeva; non poteva più parlare, nè alzare una mano. Le ho domandato come si sentisse, m'ha fatto un certo sorriso che m'ha gelato; e la mano fredda fredda.... (Si ferma a un tratto e sta in orecchi; poi, con altra voce) Oh senti! mi pare che gridi il mercantino: sì, vai, vai per quella cordellina — due metri e mezzo, come t'ho detto. Lo chiamo di qua. (Emma, via di corsa per la comune).

La signora Onoria corre a una delle finestre; la apre; si sporge a guardar giù nella via e fa un cenno al mercantino di fermarsi; poi resta affacciata. Nel mentre, dalla comune, entra Franco Laspiga, fosco, stravolto.

Franco

(tra i rumori che salgono dalla via, domanda dalla soglia della comune, due volte)

Permesso? Permesso?

Onoria

(voltandosi e richiudendo la finestra)

Oh, lei, signor Laspiga? S'accomodi, s'accomodi. Il signor Nota starà poco a tornare con la signorina. (Piano, insinuante) Insista, insista, che la spunterà!

Franco

(la guarda, prima, come uno che non abbia inteso; poi, con rabbia contenuta, ironico)