La parte araba della città non ha un aspetto simpatico e non è ombreggiata come il quartiere europeo; ma, bisogna confessarlo, è una delle città arabe meglio tenute, quantunque, eccezione fatta di alcune case, le rimanenti non sieno che catapecchie, in mezzo alle quali esala sempre quel certo odore prodotto dall'incessante formicolìo indigeno.
A quattro chilometri da Ismaïlia sopra un'elevazione in riva al canale la Compagnia ha stabilito un ospedale perfettamente organizzato e tenuto dalle Suore di San Vincenzo di Paola. A fianco si trova il Sanitarium, dove gli impiegati affranti od in convalescenza possono venirsi a riposare e cercare in estate aria più fresca che a Ismaïlia o lungo il canale.
Questo Sanitarium altro non è che il padiglione, che il Khédive Ismail fece espressamente costruire al momento dell'inaugurazione, perchè l'Imperatrice Eugenia potesse arrestarsi e riposarsi, contemplando il lago Timsah. Almeno questa dispendiosa follia d'Ismail ha trovato oggi un utile impiego, mentre tanti altri palazzi furono da lui innalzati, senza essere in seguito occupati.
Si termina la nostra giornata a Ismaïlia, visitando gli uffici della Compagnia, dove è impiantato il servizio centrale. È ad Ismaïlia che risiedono i Capi di Servizio della Compagnia, eccettuato l'Agente Superiore che abita il Cairo. Ciò che maggiormente attira la nostra attenzione nella rapida visita agl'uffici si è l'organizzazione del servizio del movimento.
Appena un bastimento è segnalato, molto prima che entri nel canale, sia da Suez, sia da Port-Said, l'ufficio centrale d'Ismaïlia ne è subito informato per telegrafo e da questo momento l'ufficio lo segue e lo dirige costantemente durante la sua marcia sino alla sua sortita dal canale. A tale effetto il passaggio della nave a ciascuna stazione è telegrafato all'ufficio centrale, il quale ne segna la posizione sopra un grafico, vale a dire sopra un quadro, che indica le ore per mezzo di linee orizzontali equidistanti e le località con linee verticali spostate fra di loro in proporzione alla distanza. Il servizio centrale abbraccia quindi con un solo colpo d'occhio la posizione di tutte le navi nel canale e può prevedere e regolare il procedere ulteriore di ciascuna, per poter assicurare gl'incrociamenti nelle migliori condizioni ed assegnare la priorità di passo alle navi postali. Per i profani esiste all'ufficio del movimento un altro sistema di rappresentare la marcia delle navi, più facile a comprendersi e più divertente.
È un canale in legno, che riproduce grossolanamente il vero canale coi suoi incrociamenti, coi suoi laghi ecc., sul quale si colloca al punto, in cui si trovano le navi dei piccoli battelli con fiamma azzurra quando vengono dal Mediterraneo, con fiamma rossa quando arrivano dal Mar Rosso. Davanti a noi si rappresenta la posizione di tutte le navi e prendiamo un vero diletto a veder manovrare tutta questa flotta di simulati battelli, fra i quali ci viene indicata la situazione del momento delle nostre tre conoscenze di questa mattina l'Oreste, il Cachar ed il Merykh, questi molto in ritardo per rispetto ai due primi.
La partenza da Ismaïlia è fissata per domattina alla nave; ma ci si avverte che vi sono segni percursori del Kamsin. (Vento del deserto).
Questo vento terribile è sovente così impetuoso da arrestare la navigazione sul canale; il che vedremo fra poco.
A Ismaïlia, nel quartiere europeo, havvi una piazza che porta il nome di Piazza Paleocapa, il valente ingegnere italiano, già Ministro dei Lavori Pubblici in Italia e che prese parte alla prima Commissione internazionale, che fissò la base per la costruzione del canale. È lo stesso Paleocapa, che avendo già costruito il porto di Malamocco all'entrata della laguna veneta, ebbe parte importantissima nei lavori della Commissione internazionale di Suez.