CAPITOLO III.


DELLA FLORA E DELLA FAUNA, DELLA CACCIA E DELLA PESCA


Della Flora.

La valle del Nilo, sorta in gran parte dal seno delle acque, e che in ogni anno viene inondata, non può nutrire che un numero limitato di vegetali.

Il sicomoro e varie qualità di acacie e di mimose hanno mezzo di prosperare. Il melagrano, il tamarindi, l'albicocco, il fico, ornavano i giardini degli antichi Egizi; e la presenza del pesco sui monumenti della XII Dinastia ci attesta, che Diodoro commise un errore nell'attribuire al Persiano Cambise il merito di avere pel primo introdotto in Egitto quest'albero. Due specie di palmizi sorgono quasi senza coltura; ma nessuna delle nostre grandi piante di Europa si è potuta acclimare in quella parte della vallata più specialmente conosciuta dagli antichi.

Al contrario le piante acquatiche si sviluppano con una ricchezza di vegetazione straordinaria e danno alla regione un aspetto caratteristico. Esse non si trovano, in generale, lungo gli argini, dove la profondità dell'acqua e la forza della corrente non concederebbe loro di crescere in pace; ma i canali, gli stagni e le paludi, che l'inondazione lascia dietro di sè, ne sono del tutto ingombri.