Le anitre (e sotto questo nome si designano tutti gli animali di becco schiacciato) si trovano innumerevoli nei laghi di Menzaleh e di Mariout, nelle Bircket, specie di avallamenti inondati dalle infiltrazioni del Nilo e nel Nilo stesso.

Le oche, le rosse comprese, nei mesi di dicembre e gennaio si trovano a stormi di migliaia nella notte ed alla mattina nelle grandi pianure inabitate; nelle ore calde del giorno preferiscono restare alle sponde delle isole arenarie del Nilo.

È curioso un genere di caccia che si fa a tutta questa selvaggina lungo i canali rimasti a secco o quasi, e che sono ripieni di una discreta vegetazione di piante palustri. Due arabi strascicano nel fondo del canale attaccata ad una corda, i cui estremi vanno a finire ai due argini, una scatola di latta (abitualmente scatole da petrolio ripiene di sassi o di pezzi di ferro), mentre sopra i due argini i cacciatori camminano, precedendo i due arabi, tirano sugli animali, che fuggono spaventati dal rumore prodotto dalla scatola.

Oltre questi generi di selvaggina, che possiamo considerare come i più importanti, il cacciatore, che non disdegna la piccola preda, troverà ancora altre risorse di soddisfacimento alla sua passione.

Una caccia divertente assai è quella della sirena, per quanto essa sia poco apprezzata dai buongustai. Vi sono due specie di sirene, quella del medio e quella dell'alto Egitto; quest'ultima si comincia a trovare all'altezza di Minieh. La sirena è un animale grosso circa come un tordiello, rivestito di bellissime piume gialle, azzurre e verdi.

Si trova in marzo, ma più ancora in agosto. Durante i calori del giorno sta nascosta nei campi del grano e del cotone, secondo la stagione, ma di buon mattino e verso sera si libra per l'aria in larghi giri con un canto tutto speciale, che la fa sentire anche prima che si veda. Questo canto è difficile a definire, ma se a qualche suono può compararsi, sembrami possa ricordare quello di una piccola ocarina udita a distanza.

La sirena dell'alto Egitto è più piccola, ma più smagliante di colori, ed ha questo di speciale che porta ad uno dei lati della coda una lunga penna nera ripiegata ad arco con cavità in fuori.

In agosto comincia l'epoca dei beccafichi, più o meno grossi, che a milioni si riversano sull'Egitto. Questa caccia è puramente di competenza dei cacciatori di mestiere, che la esercitano mediante il vischio: in genere sono cacciatori indigeni.

È originale il metodo che adoperano per spennarli e che è realmente l'unico pratico, data l'enorme quantità che ne prendono giornalmente. Dopo averli inumiditi, li sotterrano nella sabbia del deserto che, a quell'epoca, è quasi infuocata; dopo un'ora li ritirano affatto spennati.