I punti più bassi di questa depressione sono oltre 50 metri al disotto del Mediterraneo. Si perviene a questa vasta cinta per mezzo di un burrone formato dallo scartamento di due dei contrafforti, che si trovano più a levante della montagna.

Il burrone fu occupato dal Nilo, allorquando scorrendo ad Ovest del suo letto attuale venne, in remota epoca non precisabile, ad aprirsi un passaggio riempiendo per conseguenza l'intiera depressione di terreno di cui si è fatta parola.

Durante secoli e secoli la notevole massa d'acqua raccolta in lago servì di regolatore, ricevendo dal Nilo le acque delle sue piene, e restituendole al fiume stesso all'epoca della sua magra.

In seguito, sia che il Nilo abbia abbandonato il suo letto primitivo, onde le acque non giunsero più pel canale di derivazione che in una quantità insufficiente, sia che un cataclisma geologico abbia prodotto un parziale sollevamento di suolo nel punto di derivazione delle acque, il bacino lacustre si disseccò gradatamente e pose allo scoperto strati alluvionali, che trasformarono questo luogo, prima deserto, in una oasi fertile ed abitabile.

Questa oasi è la provincia di Fayoum, celebre per il laberinto ed il lago artificiale creati da Amenemba ossia dal Re Meris dei Greci, visitati e descritti da Erodoto, Strabone, Plinio e Diodoro di Sicilia; in seguito vennero distrutti.

A 968 chilometri da Assouan e a 23 chilometri a valle del Cairo il Nilo si divide in due rami ed attraversa l'immensa pianura, che costituisce il Basso Egitto. Il ramo dell'Est ha 236 chilometri di sviluppo; quello dell'Ovest compensa la sua minor lunghezza con vari giri; dimodochè il suo totale sviluppo riesce eguale a quello del ramo orientale.

Sotto i Faraoni e sotto i Tolomei il Nilo si divideva in sette diramazioni, cinque delle quali abbandonate dalle acque poco a poco si colmarono.

Non rimangono quindi che i due rami sopraindicati, il Phatnitico o di Damietta ed il Bolbitico o di Rosetta, i quali portano le acque del Nilo al Mediterraneo.

La forma triangolare del Basso Egitto gli ha fatto dare il nome di Delta, che è formato dalle alluvioni portate dal fiume. Il suo litorale presenta una base di 300 chilometri, limitati a levante dalle rovine di Pelosa, a ponente dalla città di Alessandria.

La superficie totale del Delta colle sue paludi, lagune e dune è di 22276 chilometri quadrati, dei quali la metà soltanto è coltivata.