Ma, per quanto la speranza sia economica a nutrirsi, quella di Fausto non potè vivere a lungo.

Il giorno seguente incontrò la contessa alla fonte.

Era appoggiata colle spalle ad un albero, aspettando il suo turno per andare a bere.

Aveva intorno le solite signorine magre ed alcuni uomini.

Là in piedi, con quell'albero per tutto mobiglio, si trovava assai meno a disagio che nel salotto borghese.

Appena Fausto le si fece incontro, gli stese la mano mettendo un «Buon giorno» tra due virgole del discorso, e continuò a parlare:

— Senza dubbio, ha sapore d'inchiostro, ma mi ci sono avvezza. Non fosse altro, a forza di dirlo; è la quarta volta che lo ripeto stamane.

— Lo ripeta anche a me, disse Fausto.

— Parlava dell'acqua?...

— Sfido! Dell'acqua, del sapore d'inchiostro, della maggiore o minore ripugnanza che ci si ha... Qui si parla a rime obbligate.