E rivolse tutto il suo affetto alla propria famiglia, la quale andò d'anno in anno aumentando d'un piccolo essere, che reclamava un grandissimo posto nel suo cuore e ne' suoi pensieri.

Quando i bambini furono quattro, e la Maria, un po' stanca, sentì il bisogno d'un aiuto, Marco non osò pregare sua madre di venire a vivere in casa sua. S'era allontanata di sua volontà, non gli aveva fatto neppure una visita in sei anni; non conosceva nessuno de' suoi figli; non lo amava più. Egli diceva fra sè:

—Accade alle volte che una donna onesta, trascinata in fallo da un momento di passione, prenda in uggia il figlio che le ricorda quell'ora vergognosa della sua vita. Io poi, che fatalmente dovetti saper tutto….

Fu la madre di sua moglie che andò a vivere con loro per assistere la
Maria nelle sue cure materne.

Marco provò un momento d'imbarazzo quando dovette annunciare alla signora Bellazio quella novità. Due volte cominciò una lettera su quell'argomento, ma non gli riescì di concluder nulla. Finì per dire la cosa semplicemente, come una circostanza secondaria in una lettera delle solite, senza mostrare di darci maggior importanza.

«Mia suocera, che in causa dei bambini è venuta a vivere in famiglia con noi, m'incarica di unire i suoi saluti affettuosi ai nostri….»

La risposta, sebbene molto ritardata, era piena di malinconia. La mamma ritrovava tutta la sua tenerezza. «Si struggeva di vedere Marco. Sapeva che la vita attiva lo aveva fortificato, che era anzi sulla via d'ingrassare. Il medico glie lo aveva scritto. Le era riserbata quella gioia dopo tanti dolori, di sapere che suo figlio vivrebbe lungamente, sano, con una famiglia rigogliosa. Oh quanto desiderava di vederla quella famiglia, quanto!»

Marco, nel segreto del suo studio, pianse su quella lettera della madre. «Ella si teneva in corrispondenza col medico per essere informata della sua salute, povera donna. Egli l'aveva accusata a torto di non amarlo. Non era che il sentimento della sua umiliazione che la teneva lontana.»

Marco non aveva mai avuto bisogno di cure mediche in quei sei anni. Aveva un florido appetito, digeriva senza avvedersene, dormiva bene, resisteva alla fatica; il suo umore era sereno ed uguale, i suoi nervi tranquilli. La Maria, nei lievi incomodi delle sue crisi materne, aveva desiderato d'essere assistita dal suo medico di famiglia, che più tardi aveva curati anche i bambini nelle loro piccole malattie.

Il vecchio medico Andreoni era stato lasciato da parte. Marco lo aveva incontrato qualche volta qua e là, ma aveva appena scambiate poche parole, e l'aveva lasciato senza invitarlo a visitare sua moglie. Gli rimaneva un resto d'imbarazzo per la scena della sua tisi supposta; non sapeva in che termini la signora Bellazio gli avesse spiegata la guarigione di quell'idea fissa. Temeva che sapesse tutto, perchè godeva da anni la confidenza della famiglia. Ed il dottore era tanto vecchio, e d'un'onestà così esemplare e riconosciuta, che Marco si trovava male dinanzi a lui, pensando che forse giudicava severamente sua madre.