La zia Giuliana cominciò le ricerche, e le aspiranti si succedettero a processione, e ciascuna aveva da narrare una storia commovente per raccomandarsi.
Il professore materialista rideva del suo riso da scettico a quelle narrazioni, e rimandava le postulanti.
Finalmente si presentò una vecchia smilza e lunga, vestita di nero, tutta ravviata e pulita, con uno scialle nero che le copriva il capo e veniva ad incrociarsi sul petto.
—Come vi chiamate? domandò la zia Giuliana.
—Cecchina.
—Siete maritata?
—Sono vedova.
Il professore, che assisteva a quel dialogo, smise di leggere, accavallò le gambe, e, preparando il sorriso scettico, stette a sentire la barbarie del marito. Ma la Cecchina non diceva nulla. Allora cominciò lui per incoraggiarla:
—E vostro marito….
—Mio marito è morto, che Dio l'abbia in gloria.