Dio dei fiori! Quanto ho voluto bene a quella bimba! Quanta riconoscenza le ho votata! Morii e mi riprodussi, sempre sulla sua pianta, e sempre devoto alla mia piccola salvatrice.
Ogni autunno veniva un giorno triste, in cui Dora mi salutava, mi copriva amorosamente i piedi colla paglia, mi raccomandava al giardiniere, poi saliva in carrozza mostrandomi le gambine, ed i ginocchietti dal rovescio, ed il fondo bianco delle gonnelline corte. Poi mi mandava un bacio, ed un altro, ed un altro; i cavalli scalpitavano, prendevano la corsa e via! Per sei mesi non la vedevo più.
L'inverno era lungo ed uggioso, e lo passavo pensando a lei, e tesoreggiando profumi per inebbriarla in primavera.
Ad ogni maggio la vedevo tornare più alta, più bella. Mi faceva un gran chiasso d'intorno. Ripeteva le lezioni camminando su e giù accanto al vaso, con voce alta e monotona, ed alternando le risposte poco sicure, con domande fatte in tono cattedratico e colla voce grossa per imitare una maestra.
Poi buttava i libri all'aria, giocava, rideva, cantava; mi circondava il vaso di bambole. Talvolta stendeva a' miei piedi una tovaglina più stretta d'una pezzuola, disponeva tondini e bicchieri infinitesimali, chiamava i bimbi del giardiniere, ed imbandiva un banchettino da burla con foglie di rosa, confetti ed acqua inzuccherata.
— Bei tempi erano quelli! Bei tempi!
* * *
Poi venne un anno, lo ricordo sempre, un anno in cui non vidi più le gambine rotonde ed i ginocchietti color di rosa. Le gonnelline corte erano allungate. I bei capelli, sciolti fin allora come una pioggia d'oro, erano intrecciati e raccolti a spirale a sommo il capo.
Dora non saltava più; camminava composta. Non canticchiava più canzonette stonate al vento; cantava in tempo ed a tono, con accompagnamento di pianoforte; non mi ingombrava più il vaso di bambole; vi sedeva tranquilla con qualche libro accanto, e leggeva versi e prose in lingue strane che non potevo comprendere, ma che sonavano soavi come una melodia udite dalla sua voce armoniosa.
La bimba era divenuta una signorina.