«Uhm! Uhm! Uhm!»

E fu a questo modo ch'io divenni un fiore nuziale.

IN PROVINCIA

Virginibus puerisque cano.

Traduzione libera. — Lettore, se non è più giovinetto, m'incresce, ma il mio racconto non è per lei.

Il nonno era stato farmacista in una piccola città della Lombardia. Sua figlia, il cui marito era succeduto a lui nell'esercizio della sua professione, come egli stesso tanti anni innanzi era succeduto al suo babbo, sua figlia aveva obbedito fedelmente al precetto delle sacre scritture, che dice alla sposa: «Sarai feconda come una vite... senza crittogama».

E però la casa paterna in cui vivevano alla patriarcale tre generazioni, riboccava di bimbi, di giovinetti, di fanciulle, e ciascuno aveva amici del suo sesso e della sua età, che si riunivano poi tutti in un'amicizia ed in un chiasso comuni.

Maria, la figlia primogenita dell'esercente farmacista, e quindi la maggiore fra le nipotine del nonno, s'era fatta da qualche tempo palliduccia ed imbronciata. Mangiava poco, lavorava meno, non rideva affatto, piangeva spessissimo. Ed in conseguenza di questo trattamento poco igienico, si andava assottigliando fino alla trasparenza. E tutto questo a diciotto anni. Come mai Dio buono? E perchè?