Valeria la guardò co' suoi occhi alteri in cui si rifletteva la sincerità di un carattere che non discende mai ad una finzione.
— So che tu sei superiore alle debolezze delle altre donne, rispose. Che hai rifiutato Leoni, che rifiuteresti chiunque, che non hai altro amore fuorchè la tua arte: che hai rinunciato alle passioni della gioventù.
— Sì, ci ho rinunciato, disse Odda. Ti giuro che ci ho rinunciato.
— Ma so anche, continuò Valeria, che mi vuoi bene, e farai ancora qualche cosa per me.
Odda le strinse la mano in silenzio. Aveva il cuore troppo gonfio per risponderle in quel momento. Si volse a Leoni, fece
— Io sono la zitellona della famiglia, e sono più che parente, sono amica di Valeria. Via, mi faccia le sue confidenze.
— Ma io non so se debbo osare. Suo zio è così avverso agli artisti....
— No; lo zio è avverso solamente alle artiste. Gli uomini li autorizza a fare quanti quadri vogliono, a due sole condizioni: che ne ricavino molto denaro, e che non li facciano ammirare da lui. Lei adempie da un pezzo alla prima condizione, e credo che non avrà difficoltà ad adattarsi alla seconda.
— Pensi! Coll'attenzione che ha la bontà di accordar lei a' miei quadri, non resta più nulla a desiderare al mio amor proprio.