«L'amore dell'arte non mi parlava punto al cuore in quelle ore di sconforto.

«—Ma se potessi ancora trovarvi un interessamento,—pensai.—Se potessi ancora appassionarmi di qualche cosa, dare uno scopo alla mia vita!

«Non istetti a riflettere un istante di più. Feci entrare l'impresario. Firmai la scrittura, e gli promisi d'essere pronta a partire fra dieci giorni.

XXXV.

«—Se potessi ancora appassionarmi di qualche cosa! Dare uno scopo alla mia vita!

«Non fu un'idea fuggevole, un pretesto a cui mi fossi aggrappata per allontanarmi da quella casa piena di dolorosi, di strazianti ricordi. Era un bisogno istintivo della mia anima, che si rivelava istintivamente, dinanzi alla squallida prospettiva d'una vita senz'affetti.

«Perchè realmente avevo ancora una vita dinanzi a me. Ero giovane, ero forte; e le lunghe sofferenze morali non avevano punto alterata la mia salute, non avevano forse neppure accorciata d'un giorno la mia esistenza.

«Ero dimagrata, perchè, tutta assorta ne' miei dolori, avevo respinto il cibo ed il sonno, avevo faticato giorno e notte. Avevo il sistema nervoso eccitato, perchè mi ero lasciata indebolire.

«Ma senza queste cause materiali e dirette, c'era in me tanta robustezza da sopportare il dolore morale sotto tutte le sue forme, da provarlo in tutta la sua intensità senza soccombere.

«Questo io lo sentivo con un senso di vero sgomento. Sentivo in me tanta potenza di vita, e mi domandavo: «Che farne?»