«—Gualfardo, ho deciso di accettare la scrittura che mi hanno offerta per Nuova-York.
«—Sì? diss'egli senza il menomo cenno di sorpresa o di approvazione o di disapprovazione.
«Quella risposta succinta mi sconcertò. Avevo contato su qualche obbiezione, su qualche interrogazione per aprirmi la via a spiegare i miei motivi. Che fare davanti a quel freddo monosillabo? Pensai di ripetere per eccitare altre risposte.
«—Già, ripresi. Vado a Nuova-York.
«Questa volta egli non rispose affatto. Solo dopo un momento, tanto per dir qualche cosa, mi domandò:
«—Avete già firmato la scrittura?
«—No, dissi; firmerò domattina.
«Vi fu ancora una pausa. Poi io soggiunsi.
«—Desideravo di parlarvene prima di concludere.
«—Grazie, Fulvia. Ma dovete far sempre il vostro interesse. Questo è quanto preme.