Proprietà Letteraria
Tip. Guigoni.
I VIAGGI DI MARCO POLO[1]
[CAPITOLO I.]
Interesse dei mercanti genovesi e veneziani nel promuovere delle esplorazioni nel centro dell'Asia.—Condizione della famiglia Polo a Venezia.—I due fratelli Niccolò e Matteo Polo.—Vanno da Costantinopoli alla corte dell'Imperatore della China.—Loro ricevimento alla corte di Kublai-Kan.—L'Imperatore li nomina suoi ambasciatori presso il papa.—Loro ritorno a Venezia.—Marco Polo.—Parte col padre Niccolò e lo zio Matteo per la residenza del re tartaro.—Il nuovo papa Gregorio X.—La relazione di Marco Polo scritta in francese, sotto suo dettato, da Rusticano da Pisa, (dal 1253 al 1324).
I mercanti genovesi e veneziani non potevano rimanere indifferenti alle esplorazioni che arditi viaggiatori tentavano nell'Asia centrale, l'India e la China. Essi comprendevano che queste contrade offrirebbero in breve un nuovo sfogo ai loro prodotti, e che, d'altra parte, utili[Pg 6] immensi si ricaverebbero dall'importazione in Occidente di mercanzie di fabbricazione orientale. Gl'interessi del commercio dovevano quindi lanciare dei nuovi cercatori sulle vie delle scoperte. Queste furono le ragioni che decisero due nobili veneziani ad abbandonare la loro patria ed a sfidare tutte le fatiche e tutti i pericoli di quei perigliosi viaggi, allo scopo d'estendere le loro relazioni commerciali.
Questi due Veneziani appartenevano alla famiglia Polo, la quale traeva origine da Sebenico, in Dalmazia, ed erasi stabilita sino dal 1033 in Venezia. È nel secolo XIII che noi troviamo questa famiglia divisa in due rami; uno dei quali abitava nella contrada di San Felice, l'altro in quella di San Geremia.