RAIMONDO.

È quello che temevo! Ah, che terribile ora ho passata! Non poter star qui, a dominarti, a impedire una catastrofe! Doverti lasciar sola con lui, per andarmi a battere!

NICOLETTA.

Ti…. vi siete battuto?

RAIMONDO.

Sì. Ci sbrigammo in mezz'ora, fortunatamente. In una sala privata, poco lungi da qui…. e son corso subito qui, con la paura di non giungere in tempo.

NICOLETTA.

È…. grave?

RAIMONDO.

No. Al braccio. Avrebbe potuto continuare. Ho consentito a smettere per togliere ogni apparenza di gravità al duello. Così sarà più facile far credere a Piero ciò che è indispensabile egli creda…. Ah, poveretto!… Orsù, ora tocca a me e a te di rimediare, d'impedire ch'egli s'ammazzi.