PIERO.
Dolorosamente, incredulo.
Oh!
RAIMONDO.
Con un ultimo sforzo disperato, lo prende per un braccio e lo spinge un poco più lontano da NICOLETTA. Poi, concitato, affrettato, come se gli premesse di finire.
Quando la sua ferita fu fasciata, il duello avrebbe potuto continuare. Egli mi fece dire che desiderava parlarmi. Mi accostai. "Mi son battuto, mi disse, e son pronto a continuare. Prima però, ed ora che non può più sembrare una vigliaccheria, voglio darle la mia parola d'onore, che non fui l'amante di quella signora." Ho ripetuto queste parole a tua moglie, e mi ha confessato che è la verità. Ella non sa mentire.
Questo fu detto in tono di voce più bassa, ma non tanto che NICOLETTA non potesse udire. E l'ha udito. PIERO, affranto, si è lasciato cadere su una poltrona, e si nasconde il volto con le mani. Un silenzio. RAIMONDO è a disagio. Si ritrae verso il fondo. La sua faccia dinota lo spasimo d'un uomo d'onore che ha dovuto mentire. Ma tosto si riprende e si ricompone. Si riavvicina a PIERO, ponendogli una mano sulla spalla.
RAIMONDO.
Piero, non sono io, lo comprendo, che può convincerti e ridarti la fede. È tua moglie.
Guardando NICOLETTA.