Dio santo! Come ingrandite ogni cosa! Come di ogni mosca che vola fate una balena addirittura. Che vi ò detto alla fin fine? Delle cose giuste! Perchè voi donne, che dovreste avere tanta e maggiore sensibilità di noi uomini e una più raffinata squisitezza di sentimento, pure talvolta non arrivate a comprendere... Per esempio, vedete, voi non arrivate a comprendere che nella vostra casa, nella casa di vostro marito non voglio esser che un amico per voi... Che mi ripugna, che ripugna alla mia coscienza d'uomo onesto di tradire quell'uomo qui sotto il suo tetto!... Tutto questo mi indigna!
Giulia
E da quando?
Gustavo
Da... sempre! Ò potuto dimenticarlo nei primi tempi della nostra relazione, quando la passione mi accecava. Ma ora non più. Ve l'ò detto: è tempo di ragionare, e ragiono.
Giulia
E mentite!!
si volge
Oh! come mentite!... E mi parlate della vostra coscienza d'uomo onesto! Quale coscienza? Quale onestà? Sapete quale sarebbe la vera, la sola onestà? Quella di dirmi: «Non ti amo più!» senza menzogne, senza ipocrisie. Perchè non mi amate più. Lo capisco, lo capisco bene, pur troppo! Siete mutato, molto mutato, da qualche tempo!... Una volta vi lamentavate, voi, vi doleva, di non poter venire più sovente a vedermi qui, perchè non vi bastavano le ore che si passavano assieme... altrove! E cercavate dei pretesti per venire, e venivate anche di sotterfugio... Stasera, dopo tanto tempo che questo bisogno di vedermi non lo provate più, quando vi ò visto entrare e ò udita la ragione della vostra visita, ò capito subito che si trattava di un pretesto: so bene che non siete punto in pensiero per vostro fratello... E ne ò gioito, e ò creduto che ritornaste il Gustavo di una volta, e vi ò buttate le braccia al collo!... Era un pretesto, sì, ma per venire a prendere congedo da me.
Un silenzio