Giulia

dopo un lungo silenzio, seduta, senza guardare Gustavo

Quando penso che ci fu un tempo in cui eri geloso di mio marito! Perchè io ò sempre avuta questa virtù o questa fortuna, di non odiarlo, come quasi tutte le donne che ànno un amante odiano il marito, e lo trascurano, e lo trattano male. Io, no. È buono, è onesto, mi ama — lui — è il padre del mio bambino!... Non l'ò amato mai per questo forse mi fu facile di volergli bene, perchè noi donne non odiamo che l'uomo che abbiamo amato, e quando cessiamo di amarlo. Ma allorchè ò provato anch'io il bisogno irresistibile di amare, e per disgrazia, fatalmente, mi sono innamorata di tutt'altri che di lui, ò saputo però conservarmi ai suoi occhi una buona moglie affezionata... Tu fosti geloso di queste cure, di questa affezione. E avevi persino il coraggio, un tempo, di non credere al mio amore, e me lo dicevi, perchè ti pareva impossibile che amandoti, potessi sopportare un altro uomo vicino a me.

Volgendosi a lui che si è seduto, avvicinando la propria poltrona alla sua, affettuosa

Le ricordi le nostre discussioni d'allora? Io ti dicevo: «Gustavo, ti amo, ti amo, ed è questo amore che mi fa essere buona, paziente, saggia... Saggia, sì, perchè non voglio perderti, perchè voglio essere tua tutta la vita. Se facessi delle sciocchezze, se mi compromettessi, se dessi a lui un sospetto, s'egli dubitasse di me e mi spiasse, la nostra pace sarebbe perduta, e il pericolo, forse, ti allontanerebbe da me... E se lui sapesse tutto, un giorno, che avverrebbe? Tu, buono, onesto, non mi abbandoneresti. Ma sopravviverebbe in te l'amore, grande, immenso, come io lo voglio, senza preoccupazioni, senza noie, senza averne sciupata la tua esistenza, compromessa la tua carriera? Non ti verrei a noia, un giorno? Vedi, Gustavo, questa idea mi spaventa, mi fa inorridire: e in questa idea di perderti per colpa mia, trovo la forza di simulare, di essere in faccia a lui una buona moglie.»

Circondandolo

Ti ricordi?... E ti convincevi, e le nostre discussioni finivano in un bacio...

Pausa

Non mi ami più? Non mi ami più?... È possibile?... Gli è che ti ò abituato male: ti ò amato, ti amo troppo! Ti annoio! Sei così sicuro del mio amore! Nevvero? Gustavo? Gustavo?

S'ode dall'interno il suono del campanello elettrico. Giulia à un sussulto, dà un'occhiata alla porta, poi si curva su Gustavo, gli dà un bacio ardente sulla bocca, poi si scosta, si ricompone. Entra Andrea.