DARIO

E allora dunque è deciso, sei mia, sei la mia sposa adorata... Non sfuggirmi... non sfuggirmi... Dimmi che vuoi essere mia, e in questo momento si decide della nostra vita... Dimmelo, dimmelo... (Come in estasi, egli posa le sue labbra sulle labbra di lei e la bacia, lungamente, poi si scioglie raggiante) Ah sì... sei mia. (Voci lontane) E non dir nulla, adesso, è il nostro piccolo segreto... (le bacia le mani, quasi con rispetto, si dirige al fondo, ed esce).

PAOLINA

(rimane un momento come trasognata, tramortita: poi si orizzonta, vorrebbe gridare, richiamarlo, ma appena riesce a pronunciare con voce fioca:) Dario, no... Dario!... (e ricade spossata sulla poltrona).

(Si ode un acuto grido di Delfina, poi un vociare di dentro).

NINÌ (dal fondo, correndo, ridendo a crepapelle)

Oh povero Marchese, oh povero Marchese! (Siede come spossata pel gran ridere) È ruzzolato dalla scala della torre! (Continua a ridere. Cala la tela).

Fine del Secondo Atto.

ATTO TERZO

La scena del 1.º Atto. Sulla tavola, sui divani, sulle sedie, sparse alla rinfusa, varie vesti e trine e gale d'ogni foggia.