Paolina mia: voi sapete anche che, ad ogni modo, lo facevo non in considerazione di voi... Ma poichè egli, sposandovi, à la ferma intenzione di portarvi via da Milano, di stabilirsi all'estero forse per sempre... e voi avete accettato quasi con gioia questo partito... Vedete, vedete, ora vi turbate di nuovo, vi fate triste... perchè mi obbligate a dirvi delle cose che vi rincrescono... e che vi debbono causare un dolore... Parliamo di cose più allegre...

PAOLINA (con insistenza)

No, no! Ò bisogno di parlare di tutto ciò... e lo faccio con voi, volentieri, perchè siete come un fratello per Dario. Da quindici giorni il mio cuore e la mia mente sono continuamente in lotta tra di loro... Io sono persino affranta, spossata... Mi pare d'aver smarrito il retto giudizio delle cose... e Dario non contribuisce certamente a darmi la calma di cui ò tanto bisogno... Ditemi, signor Vittorio... ditemi voi, parlatemi col cuore... Che cosa debbo fare?... Forse posso ancora... sono ancora in tempo...

VITTORIO

Paolina: vi ricordate che cosa mi diceste, una sera, qui? «Sarò io che glielo impedirà... non ve ne preoccupate... » Ebbene, io ò studiata la vostra vita, ò riandato il passato... quel poco del vostro passato che conosco... Ne ò tratta la convinzione che siete buona e sincera... E quando Dario mi disse: «Mi basta che la Paolina sia degna di me, e che ella stessa, accettando la mia proposta, me ne renda sicuro...» (controscena di Paolina) ebbene, io ò ricordate le vostre parole di quella sera: e mi sono convinto che accettando di essere la moglie di Dario, sentivate di poterlo fare. E sono tranquillo. Tutto il resto a Dario non importa nulla... non importa nulla a vostro marito, non dovete preoccuparvene voi...

PAOLINA (si è appoggiata col gomito allo schienale del divano nascondendo la faccia)

VITTORIO (cercando sollevarle la fronte)

Vi pare, Paolina?

PAOLINA (come trasognata)

Sì... Vi ringrazio...