Vale a dire nulla. È un ma con dei puntolini, che non à nè può avere continuazione. Il più ardito, o il più pettegolo, o il più maligno tra gli uomini, io per esempio, ti dirà tutt'al più: ma... sono ragazze che vanno attorno sole (e bada, parlo sempre della Ninì e della Selene, chè Paolina non fa neppur questo); che ricevono in casa soltanto uomini, anzi soltanto giovanotti; che vanno in teatro accompagnate sempre dalla mamma, è vero, ma col terzo e col quarto; che si susurra di aver riconosciute all'ultimo veglione sotto un domino cilestre non abbastanza impenetrabile... E così? ribatterai tu: si sa che queste ragazze abbiano un amante? No. Si sa che qualcuno possa dire o abbia detto di averne ottenute le grazie? No. Oh! e allora?... Allora il mondo che è un gran filosofo e un grande aristarco, conclude: è appunto per questo che nella mia grande bontà e indulgenza le chiamo le vergini, ma sposatene una e ne rideranno anche i comignoli!
CANTONI
Ma tutti quelli che vengono per casa non ànno che dei rapporti di pura amicizia?
VITTORIO
O di gran confidenza. Sai, si vien qui, si passa la sera, allegramente, come diversivo ai ricevimenti d'etichetta. Sei presentato oggi; domani, se non ti accomoda, non ci torni più; o ci torni dopo tre mesi, e sei ricevuto a braccia aperte, purchè porti una scatola di dolci o una chiave di palco.
CANTONI
E la madre?
VITTORIO
La madre cerca un marito alle figliuole, in buona fede, convinta di trovarlo un dì o l'altro, specialmente per le due maggiori: disposta tutt'al più a concedere alla Ninì di dedicarsi all'arte del canto, per non privare le scene di una nuova Patti.
CANTONI