— Sì, ma dove andrai?
— Non so.... Forse con voi, a veder accendere i lampioni.
— E dove dormirai stanotte?
— Non so.... Io, non ho casa. Bisognerà che dorma fuori, ma così avrò il lume delle stelle. Non posso soffrire l'oscurità, io.... Sarà freddò però, non è vero?
— Corbezzoli! Freddo da morirne, bambina....
— E allora che succederà di me?
— Dio soltanto potrebbe dirlo! —
Il lampionaio guardò Gertrude, tutto perplesso ed angustiato. Egli, punto pratico di bambini, stupiva della sua semplicità. Lasciarla lì, esposta, al rigore di quella gelida notte, non poteva; e dall'altro canto non sapeva come se la sarebbe cavata se l'avesse portata a casa sua, perchè viveva solo ed era povero. Ma un altro violento insulto di tosse da cui fu còlta lo fece risolvere a un tratto di dividere con lei il suo ricovero, il suo fuoco e il suo pane, per una notte almeno. La prese per mano e disse:
— Vieni con me. —
Gertrude si mise a correre al suo fianco, fiduciosa, senza domandare dove la conducesse.