— Oh, signor Graham! — l'interruppe Gertrude vivamente. — Non si tratta di preferenza o di scelta, ma di dovere!

— E che te lo crea cotesto dovere? Forse l'essere stata qualche anno loro casigliana? O l'averti mandato quel ragazzo ch'è laggiù a Calcutta una sciarpa di pelo di cammello, una gabbia di miseri uccellini, e un monte di lettere, ti pone in obbligo di tradire i tuoi propri interessi per prenderti cura dei suoi parenti malati o pazzi? Non posso davvero ammettere che i loro diritti su te siano da compararsi ai miei. Non t'ho io dato un'ottima educazione? Ho forse risparmiato spese, sia per farti istruire sia per renderti felice?

— Signore, — rispose Gertrude umilmente eppure con serena dignità — io non ho mai pensato a numerare i benefizi ricevuti e proporzionarvi la mia condotta. Certo in tal caso devo riconoscere che le mie obbligazioni verso di voi sono immense, e che avete i diritti più ampi a' miei servigi.

— Servigi! Io non ho bisogno dei tuoi servigi, bambina. La signora Ellis può fare altrettanto bene le cose necessarie ad Emilia ed a me; ma mi è cara la tua compagnia, e tu ti mostri molto ingrata parlando di lasciarci come fai.

— Babbo, — disse Emilia — io ho creduto sempre che il vostro fine nel dare una buona educazione a Gertrude fosse quello di renderla indipendente da tutti e non già dipendente da noi.

— Ed io ti dico, figliuola mia, che questa è una questione di sentimento. Tu la consideri diversamente da me; basta; posto che mi date contro tutt'e due, non voglio più discutere. —

Così dicendo egli prese un lume, andò nel suo studio, chiudendosi dietro l'uscio con forza o per dir meglio sbattendolo, e non si fece più vedere tutta la sera.

Povera Gertrude! Il signor Graham, che era stato sempre così buono, indulgente, generoso, che non le aveva quasi mai parlato con severità, si sentiva profondamente offeso da lei. La chiamava ingrata, credeva ch'ella avesse deluso la sua benevolenza, che posponesse lui e sua figlia ad altri amici secondo il suo parere assai meno meritevoli. Addolorata, ferita nell'intimo del cuore, ella non tardò a dar la buona notte ad Emilia, afflitta del pari, e corse a rifugiarsi nella sua camera ove diede a' suoi sentimenti uno sfogo che la lasciò spossata. E non chiuse occhio.

XXII.

La virtù è ardita e la bontà