— Dalla mia camera. Io abito nell'altra parte di questa casa.
— Mi pare che siate buona, voi. Davvero, mi piacete. Ma mi fa maraviglia di non avervi veduta entrare....
— Non ci hai badato perchè stavi troppo male, poverina.... Basta, adesso spero che non tarderai a guarire. —
La donna preparò il semolino, e quando Gertrude l'ebbe preso, si rimise al suo lavoro. Coricata con la faccia rivolta verso la sua nuova amica, la bambina fissava su lei i suoi occhioni. Stette così a guardarla cucire finchè quella a sua volta la guardò, e disse:
— Che pensi tu ch'io stia facendo?
— Non so, io.... — ella rispose. — Che cos'è? —
L'altra alzò la roba che cuciva, di maniera che Gertrude potè vedere ch'era una vestina di cotone scuro, per una ragazzetta.
— O che bella veste! — esclamò. — Per chi la fate? Per la vostra figliuola?
— No, io non ho figliuole. Ho un figliuolo invece, uno unico: il mio Guglielmo.
— Guglielmo? Che bel nome! E lui è un buon ragazzo?