Nulla avrebbe potuto indurla ad accennare, neppure ad Emilia, un sospetto di negligenza da parte di Guglielmo; nulla avrebbe potuto offenderla più che una tale imputazione a lui fatta da altri; ma nel suo intimo ella qualche volta meditava dolorosamente sul suo enigmatico e prolungato silenzio che diminuiva la loro antica familiarità. Durante parecchie settimane, priva com'era di sue notizie, ella aveva continuato a scrivergli secondo l'usato, sicura che ciascun corriere gli recava le sue missive. Quali cause, se non una malattia o l'indifferenza, avrebbero reso ragione della persistente mancanza di risposta alle lettere da lei fedelmente inviate? Spesso ella cercava di bandire dal suo spirito ogni ipotesi sopra una questione avvolta in tanta incertezza; ma talora una tristezza amara la invadeva, nè riusciva a dissiparla se non elevando i suoi pensieri a Dio con la fede e la speranza che sempre l'avevano sorretta nelle ore di sconforto. E appunto da uno di questi alti voli dell'anima ella era scesa per volgersi piena di dolce pietà nelle parole e negli occhi, a un altro afflitto cui il dolore strappava gemiti fino ne' suoi sogni.

Arrivò il dottor Jeremy, e scambiati cordiali saluti e complimenti col signor Phillips, cominciò a conversare animatamente com'egli soleva, lodò la bellezza e la pace di quel sereno mattino domenicale sulla montagna; e il suo interlocutore, costretto a sforzarsi di nascondere, se non di sperdere, la tetra mestizia che gli pesava sullo spirito, discorreva con disinvoltura e perfino con una piacevolezza che stupiva Gertrude. Ella rifece in silenzio il cammino verso l'albergo, riflettendo sulla stranezza e l'apparente incoerenza di quell'uomo. A colazione non lo videro, e a pranzo egli prese posto a una certa distanza da loro, nè diede segno di riconoscerli se non inchinandosi graziosamente alla giovanetta mentre ella usciva dalla sala.

Più tardi comparve sull'ampia terrazza dove Gertrude ed Emilia sedevano insieme. Secondo il consueto, un paio d'occhi serviva alla visione mentale d'entrambe. C'era stato un violento acquazzone, accompagnato da lampi e tuoni, ma al cader del sole il temporale s'era dileguato; uno splendido arcobaleno e il suo riflesso quasi altrettanto vivace sorgevano sull'orizzonte, in apparenza assai più bassi della montagna, e il giuoco delle ombre e delle luci nella valle e sul suo fiume scintillante offriva uno spettacolo d'incantevole bellezza. Gertrude sperava che il signor Phillips venisse a intrattenersi con loro; sapeva che Emilia avrebbe gustato la sua amena e istruttiva conversazione, e, istintivamente, si confidava che la voce soave, amata e benedetta da molti a cui aveva dato conforto, infonderebbe nel cuore di lui un balsamo di pace. Ma sperò invano. Egli sussultò ravvisandole, e s'allontanò in fretta. Poco dopo ella lo vide inerpicarsi su per l'erto sentiero che li aveva attirati tutt'e due di primo mattino; e la sera egli non si mostrò all'albergo.

I Jeremy si trattennero lassù altri due giorni, perchè l'aria montanina rinvigoriva Emilia, la quale pareva più forte che non fosse stata da settimane, ed era in grado di fare qualche passeggiatina nelle vicinanze della casa.

Gertrude non si stancava mai d'ammirare il magnifico panorama. Una gita a piedi ch'ella fece col dottore a una fenditura aperta nel cuore della montagna dove un fiumicello balza giù nella valle da un'altezza di duecento piedi, le fornì il tema di deliziose fantasie descrittive, nelle quali la cieca aveva la sua parte di godimento.

Il signor Phillips non si lasciò più vedere, senza che essi sapessero perchè. Il dottore chiese di lui al padrone dell'albergo; questi gli disse ch'era partito il lunedì, molto per tempo, a piedi. Egli ne fu maravigliato e dolente perchè quel bizzarro gentiluomo gli piaceva oltremodo, e s'era lusingato, per certe domande da lui fattegli circa il loro itinerario, che intendesse d'unirsi alla loro comitiva.

— Ma non temere, Gertrudina, — disse alla ragazza con tono di faceta condoglianza — io scommetto che lo incontreremo di nuovo, e quando meno ce l'aspetteremo. —

XXXVII.

.... da una divina

Semplicità guidata, ella piacea