Manca ora di trovare il posto degli ultimi due. Io opino che, essendo la parte dell’ingresso imperatorio la più nobile (come ce l’attestano le medaglie, le quali sempre riproducono l’Anfiteatro dalla parte suddetta), i clipei siano stati collocati nei punti intermedî fra i numeri LIX e LXIII, e fra XVIII e IV. Ma non essendo stato possibile collocarli ai numeri LXVI e XI, equidistanti da LIX e LXXIII, e da IV e XVIII, perchè quegli spazî erano occupati dalle finestre; mi sembra ragionevole ritenere che essi fossero stati collocati ai numeri LXVII e X, anzichè agli altri LXV e XII; per la ragione che, collocando ciascuno dei due clipei in quei dati punti intermedî da me prescelti, essi (sebbene alquanto disugualmente distanti dai laterali) sarebbero sembrati posti pressochè ad egual distanza dagli altri clipei, per l’effetto ottico prodotto dall’ovale, più spiccato verso l’estremità dell’asse maggiore e meno verso quella del minore.

Fig. 12.ª

Ciò supposto, cerchiamo d’indagare qual ordine si sia potuto tenere nel collocare le effigie di questi undici Imperatori. Io mi permetto congetturare che siano stati disposti per ordine cronologico, ed in questa guisa: al numero LXVII Augusto; al LIX Tiberio; al LVI Caligola; al XLII Claudio; al XXXV Nerone; al XXI Galba; al XVIII Ottone; al X Vitellio; al IV Vespasiano; sull’ingresso imperatorio, Tito; al numero LXXIII Domiziano. Quest’ordine, che pone l’effigie d’Augusto a destra del gruppo centrale, e fa coincidere i clipei dei tre Flavî fondatori dell’Anfiteatro nell’ingresso imperatorio, parmi rafforzi la ragionevolezza della supposta disposizione dei clipei (V. Fig. 13ª).

Fig. 13.ª

Ma qui sorge spontaneamente una difficoltà. Oltre ai fori che vediamo negli spazî liberi, corrispondenti alle arcate superstiti che portano i numeri XXXV e XLII, e che hanno aperto la via alla soluzione del problema propostomi, noi abbiamo altri spazî similmente con fori; e questi spazî si trovano precisamente sopra gli archi portanti i numeri XXIII, XXV, XXXI, XXXIII, XL, XLVIII, e L! Come spiegarci questo fatto?... O noi dobbiam dire che questi secondi clipei furono aggiunti successivamente, secondo che si succedevano gli Imperatori; o dobbiam dire che furono aggiunti tutti in una volta. Nella prima ipotesi, non essendovi tracce di clipei in tutti gli spazî liberi, e d’altronde essendo il numero di questi molto inferiore a quello degli Imperatori che succedettero a Domiziano; converrebbe affermare che in un dato tempo si fosse cessato dal collocare nel quarto ordine dell’Anfiteatro le effigie dei reggitori dell’Impero. — Io, non vedendo ragione plausibile di questa cessazione, preferisco attenermi alla seconda parte del dilemma; e trovando opportunissimo il tempo della grande restaurazione dell’Anfiteatro, compiuta da Severo Alessandro, opino che questo Cesare sia stato appunto colui il quale fe’ collocare i clipei tutti in una volta, e, con ogni verosimiglianza, tanti quanti furono gli Imperatori da Nerva (immediato successore di Domiziano) a Severo Alessandro inclusivamente. Questi Imperatori furono quindici, ma i periodi di regno furono solamente tredici, perchè Marco Aurelio e Lucio Vero (161-180), Caracalla e Geta (198-217) regnarono insieme; e ritengo probabile che nei clipei relativi a questi due periodi di regno fossero i due rispettivi Cesari rappresentati insieme, come era solito farsi nelle medaglie e nelle monete. Così vediamo accoppiate le teste di Nerone e Agrippina, di M. Antonio e Cleopatra, di Postumo ed Ercole; e quelle di M. Aurelio e L. Vero, di Caracalla e Geta, le quali nelle medaglie le vediamo l’una di contro all’altra.

Anche qui è necessario investigare il modo con cui Severo Alessandro avrà distribuito i tredici clipei che egli (secondo la mia ipotesi) aggiunse agli undici già posti da Domiziano.