[552]. Il Muratori, nei suoi Annali, fissa quest’irruzione nell’anno 442.

[553]. De gestis Longob. 4, 47. Cf. De Rossi, Ann. Inst. 1849, 338.

[554]. Notizie degli scavi anf. fl. R. 1813, p. 5; c. I. l. 6, 1763.

[555]. Nella tav. fotogr. n. 1337.

[556]. Fea, loc. cit. p. 3, segg.

[557]. Cf. Part. I, c. III. Altri archeologi, fra i quali il ch. Huelsen (Inscript. Urb. Romae, Part. quartae fasc. post. add., pag. 32214, n. 32089), basandosi sul passo di Vopisco, in Probo, da noi già riportato, sostengono (contro il Lanciani) che nell’Anfiteatro Flavio vi furono portae posticae. Sotto un aspetto hanno ragione i primi, sotto l’altro il Lanciani; e a me sembra che la mia opinione concilii le due opposte sentenze. Le porte dei postica, v’erano certamente: le portae posticae, nel senso di portae posterulae, no; tanto per la ragione addotta dal ch. Lanciani, quanto, perchè (come ho già fatto notare) non si possono chiamare posticae (posterulae) quelle porte che sono davanti.

Nella sezione dell’Anfiteatro Flavio pubblicata da varî archeologi e riprodotta nell’anno 1899 dal Dr. Heinrich Babucke (Geschichte des Kolosseums, Königsberg. Ostpr.), si vede disegnata (nel muro del podio) una porta coll’indicazione: Portae posticae. È una loro supposizione. Che cosa vi fosse sotto il ripiano del podio, già lo dicemmo a pag. 63.

[558]. Dal Lanciani, «Bull. comm.» loc. cit., p. 229. Quando scriveva il Lanciani il frammento c era inedito, ma nell’anno 1902 questo e tutti i frammenti inediti furono pubblicati dall’Huelsen, C. I. L. pars. 4, Additamenta, pag. 3203.

[559]. Pighio, cod. Berl. 121. Nel Coliseo, Ligorio; cod. Nap. I, 34, p. 156; L. I. L. VI, 1716; Addit., n. 32094

[560]. Fea, Fasti, LXV; C. I. L. VI, 1716 c, 1115.