[954]. loc. cit. lib I, cap. IV.
[955]. Di qui si vede con quanta saggezza il ch.º H. Grisar (Roma alla fine del mondo antico p. 174) abbia scritto: «È certamente fuor di questione che l’ANFITEATRO FU SPETTATORE DI MOLTI MARTIRII».
[956]. Cf. P. Delhaye, Anacleta Bolland. tom. XVI pagg. 209 e segg. ann. 1897.
[957]. Il Grisar (loc. cit.) dice a questo rispetto: «Testimonianze sufficientemente sicure comprovano che quest’edificio (il Colosseo) fu spettatore della passione di S. Ignazio antiocheno, ma se si tratta di enumerare altri determinati campioni della fede che a lui dovrebbersi unire nella storia delle persecuzioni, allora il giudizio dello storico soggiace a molte difficoltà, la principale delle quali è che gli Atti ove parlasi di tali martirii romani, non sono relazioni genuine del tempo delle persecuzioni, ma pie leggende messe assieme nel quinto e sesto secolo, se non più tardi, le quali di solito contengono anacronismi ed inverosimiglianze..... Talora però nei prefati documenti il martirio avvenuto IN QUESTO LUOGO è ricordato CON TALI CIRCOSTANZE DA DIMOSTRARE che quel dettaglio fu tramandato IN FORMA SICURA».
[958]. V. Parte III, cap. 1º.
[959]. Cfr. p. 98.
[960]. Fea, Miscell., Tom. I; Bartolini, Sugli Atti di S. Agnese, p. 110; M. Armellini, Il Cimitero dì S. Agnese, p. 10.
[961]. Bellori, Vestigia Vet. Rom. Tab. XXVIII.
[962]. Roma Subterr. l. III, c. XXII, p. 602.
[963]. Cf. Mazzucchelli, Scritt. Ital. Tom. II, part. II, p. 703. — Tiraboschi, Storia della letteratura italiana. Tom. VIII, l. 3, p. 289. Ed. Rom. — Comolli, Bibl. architettonica, vol. II, p. I, clas. I, pp. 58-59-60-61.