salvIS . DD nn . theodosio et
placiDO VAlentiniano augg.
aniciVS ACilius Glabrio Faustus (?)
v . c . et inl . praef . urbi restituit (?)
«Negli anni 467-472, un Messius Phoeb..., probabilmente prefetto della città, condusse nuovi restauri nell’Anfiteatro. Ne fan fede quattro brani di epigrafe scoperti negli ultimi scavi:
«I frammenti a b sono editi nel C. I. L. VI, p. 860, 100: il frammento c è inedito: il frammento d sta pure nel C. I. L. p. 860, n. 86. Mi sembra evidente trattarsi di due versioni dell’istessa iscrizione, la quale ricorda restauri che non è possibile determinare con precisione. Il nome dell’autore dei restauri si ritroverà nell’iscrizione dei sedili. I frammenti sopra riferiti sembrano chiamarlo vir clarissimus et inlustris praefectus u(rbi) patricius co(ns) ordinarius cet.»[558].
Un altro terremoto danneggiò l’Anfiteatro Flavio, essendo Prefetto di Roma Decio Mario Venanzio Basilio; e questi lo restaurò sumptu proprio, forse nell’anno 508. Tre iscrizioni rinvenute nell’Anfiteatro ce ne fanno fede.
La prima dice: