A dì 26, quei di Novara teniva tutta la notte fuogo in zima la torre; la causa non si sapeva, si judichava volesse soccorso. Li presoni, presi come ho scritto, fonno examinati; li qual riferiteno, erano 35 homeni d'arme, 100 pedoni e cavalli molti de vituarie, venivano versso Novara; capetanio era mons. di la Palissa et mons. de Satiglion, et non sapevano si mons. de la Palissa era venuto, però lo lassono a la porta de Verzei, ma ben era mons. di Satiglion con loro. Item, si ritrovava esser in Verzei 600 lanze, senza quelle era col Re con la sua guardia; la qual è 100 lanze, 400 arzieri et 200 ballestrieri a cavallo; de fanti era in Verzei zercha 5000, tra elemani et altre generation, savoini, piamontesi, guasconi etc. El Re se ritrovava a Turin, e andava spesso a Chier; et che era partì 400 elemani per andar a Provenza, per passar a Napoli in soccorsso di castelli; et che era in ville tra Turin e Verzei molti amalati franzesi, ascosi nelle machie, et alcuni fanti, li qualli da li ragazi et villani dil paexe erano presi et condutti in campo. Et cussì a dì 30 ditto, mandono a Crema franzesi ij et arzieri 6 in castello a custodia, ordenando li fusse dato da manzar solum pan et vin. Et fo dato a tutti la so taia; poi ancora fo mandati de li altri, et etiam ducheschi mandono a Milan, a dì 31 ditto, pedoni 53; et questo perchè el Ducha ordinò cussì fusse mandati.

Per uno messo di Anzolo Francesco da Santo Anzolo, venuto di Verzei, se intese, per haver stratioti spanto quel vin, come ho scritto, era cresciuto el vin un quarto più di danari la mesura; et tutto il paese era in fuga per causa de stratioti, et che quei di Novara, vengono lì per fame, tanto manza che moreno.

A dì 27 ditto, li ducheschi have una lettera da uno suo capo di fantarie, in uno castello mia 3 a presso Fontane, advisava, un bon numero de cavalli et elemani se reduceva a....., nè sapeva ad quid; et che si dovesse far provision, dubitando di la rocha di Fontane, licet fusse forte. Unde, andati dal capetanio et Provedadori, deliberorono di mandar questa notte 100 homeni d'arme con 100 cavalli lizieri et 200 fanti a sopraveder, et Fontane è mia 12 dil campo, con hordene dovesseno star pocho, et poi tornasse.

El conte de Petigliano si fece uno pocho di mal a una gamba, tamen veniva da li Provedadori a consultation. Et la Signoria scrisse a li Provedadori che ditto Conte facesse 500 provisionadi, stesse sempre a presso la soa persona. Item, a dì 25 ditto, scrisseno, per li boni portamenti de domino Zorzi de Pietraplana, capetanio di elemani ducheschi, li Provedadori dovesse, nomine Dominii, donarli fiorini di Rens 300.

A dì 28 ditto venne in campo uno ambassador di la Duchessa di Savoia, dolendossi di le corrarie si faceva, et che questa madona non aspettava, essendo amiga di la Signoria, et consanguinea dil Duca de Milan, et che, fino hora, lei havia messo ogni sua forza a far ogni ben.... con il Re, et tamen li era stà tolti castelli per quelli ducheschi, et scorsizato el paese. Et che il Re, inteso questo, li havia ditto che, al presente, era tempo di romper et non aspettar più, et che fin pochi zorni la dominarave 4 castelli dil Ducha; perhò pregava el capetanio nostro et Provedadori non facesse far più corarie, perchè ancora lei poteva far danni su quel di Milan; et che dovea andar a Milan a dir etiam questo al Ducha. El capetanio rispose, poi che l'andava a Millan, el Duca li faria risposta conveniente; ma che si havea fatto comandamento non si facesse più corarie sopra quel di la sua Duchessa, fino non fusse ordinato altro. Et ditto orator restò assa' satisfatto, et tolse licentia, et andò a Milan.

Anchora, in questo zorno, vene in campo uno todesco di Strozpurch, zornate 12 lontano de lì, a uno...., capetanio di elemani 3000, era nel campo duchescho. Et referite, li elemani era col Re de Franza esser partiti per comandamento dil Re di Romani, et tornati a caxa. Item, che era zonto a Strozpurch cavalli 2000, et fanti 5000 di esso Re de Romani, venia in campo in soccorso nostro, et che de lì za erano partiti, venendo di longo. Questo era il Ducha de...., veniva in campo, come per lettere de li oratori nostri a esso Re se intese dovea venir.

Per uno venuto in campo, mandato a li Provedadori per Thadio da la Motella, el qual habitava a Turin, refferì, come a dì 28, a hore 15, el Re fece conseio, et, disciolto, vene fuora mons. de la Tremoglia et mons. di Bres, et che lui sentì dir a mons. de la Tremoglia versso mons. di Bres: El Duca de Millan zercha far apontamento con il Re nostro. Et mons. di Bres rispose: Io el so; ma voria più presto si fesse questo apontamento con la Signoria de Venecia, che con il Moro traditor. Item, che era con el Re 400 arzieri et zercha 100 homeni d'arme e alcuni zentilhomeni de Franza, ch'è la soa guardia; et in le altre ville, da Turin fino a Verzei, era zercha 3000 persone, et in Verzei haveano fatto la description di fuogi; trovò numero 1500; et partivano le zente a tanti per fuogo, zoè 5 homeni per cadaun fuogo, tra uteli et inuteli.

Item, ch'el Re vollea mandar a soccorrer Napoli alcuni cavalli et certi pedoni per mar; et in Verzei era gran numero de amalati, et tamen dicevano voler far gran cosse.

In questo zorno i nemici corsse a uno locho dil Ducha de Milan, chiamato Palestra, tolse animali et amazò tre villani; et, fatto pocho danno, ritornono a' soi lochi.

In ditto zorno zonse Alvixe Manenti in campo; et Zuan de Bernardo fo mandato canzelier di Bernardo Contarini, provedador di Stratioti, el qual prima era con Piero Duodo.