A dì primo Octubrio, el Duca de Milan sotto scrisse altri capituli, scritti in franzese, et hora par fusseno azonti tre o quattro; et l'andata dil Visconte a Verzei fo per longar la trieva otto zorni, et formar in bona forma li capituli. Perchè è da saper, che a dì ultimo Septembrio, ditto Francesco Bernardin Visconte ritornoe la sera in campo con li oratori regii, et a hore 3 di notte fonno a parlamento col Ducha e li Provedadori; et habuto la voluntà dil Senato, per una lettera scritta a dì XXVIII ditto, unde Marchiò Trivixan, provedador, parloe a ditti oratori, dicendo che la Signoria havea buona lianza con el Re, et cussì li scriveva voler esser et haver, et che siamo stati provocati e lacessiti a quello seguite a Fornovo, et le lexeno la lettera ducal. Li oratori dimandono la copia, la qual... li fusse data praecise come la fo letta, di man de Lorenzo de Mozanega. Et quella lui l'autenticò, senza tamen saputa de ditti Provedadori et orator nostro. Et, hauta la copia, ditti oratori steno più di una hora soli a consulere; poi chiamò el Ducha, e stè più di altra hora insieme. La conclusion de ditta lettera era, che la Signoria scriveva a li Provedadori et orator suo, come eran contenti de restar in la fede et amicitia era prima con la Majestà dil Re, avanti che fusse fatta la liga. Et el Ducha disse a li ambassadori: Se la Signoria non vuol far pace, la Majestà dil Re non vuol farla con mi. Loro risposeno: Non sapemo questo. Et però fo scritto al Re; et etiam andoe esso Francesco Bernardin Visconte, sì come ho scritto di sopra.

Li fanti dil nostro campo cominciava a partirsse; etiam parte di todeschi de Cozanderle, i quali volsseno doi fiorini per uno, et fu forza a li Provedadori de darli.

A dì primo ditto, la sera, ritornò ditto Francesco Bernardin con li oratori regii, et tra li altri mons. di Pienes; et disse a li Provedadori, che il Re non se contentava di la lettera di la Signoria nostra, ma volleva difinitiva dechiaratione de li tre capitoli mandatili a dimandar a la Signoria, zoè levar via l'armada di Reame, e non porzer favor a re Ferando directe, vel indirecte etc. Secondo, che restituiscano le terre haveano in la Puia. Tertio, che la Signoria fusse amica de li amici dil Re et nimica de li nimici; et a questo si risolvano, et sol questo harebbono voluto. Et a dì ditto, da matina, ditti oratori ritornò dal Re; et sono contenti perlongar la trieva do zorni.

La Signoria mandò in campo ducati X milia et gropi 4 de fiorini di Rens, ducati 1000 l'uno, a ciò li desse una paga nel levar de l'exercito. Et Vincenzo Valier esercitava l'officio di pagador, e da tutti in campo era ben voluto; et etiam Hieronimo di Monte, vice collateral zeneral; unde da li Provedadori, come era la verità, fo laudato de integrità et fede, facendo l'officio suo con sincerità et realtà.

Venne nove in campo da Roma, per lettere dil vice canzelier, come Piero di Medici era con homeni d'arme 550 et fanti 3000, con el sig. Ursin, et per andar di brieve versso Fiorenza.

Li ambasadori dil Ducha, era dal Re, scrisse come Franzesi parlava de maridar un fiul de Soa Excellentia in la fia di mons. de Bres, zoè Filippo mons. di Savoia. Et el Ducha rispose esser contento de darla al secondo so fiol.

In questa sera, a hore 1 di notte, ritornò in campo mons. di Arzenton et el Presidente de Paris, et do altri maestri di caxa dil Re, et a hore 3 haveno udienza dal Ducha con li Provedadori et reliquis vi intraveniva sempre. Et Arzenton disse, el Re non volleva più el casteletto di Zenoa.... ne le mane, ma ben volleva una chiareza di la Signoria nostra, di la fede li prometteva. El Ducha rispose in favor di la Signoria, et che bastava quella lettera; et quello prometeva una volta, la Signoria era sempre assueta de observar.

A dì 3 ditto, el Duca dubitando, ut dicitur, non venisse a prender Camarian, volse far la mostra di fanti e provisionati era nel nostro campo; et cussì fu fatta.

Da poi disnar zonse in campo el Duca de Brusvichi con cavalli 400 in zercha, benissimo in hordene et ben armadi, mandato per el Re di Romani, et el Ducha volsse andar in campagna a vederli, et fece bellissima mostra.

El conte de Petigliano a Milan steva pur meglio; la ballotta era redatta do deda a presso la piaga.