L'ambassador di la Signoria...... da Piasenza etiam lui ritornò a Milan, ma non potè venir sì presto; et a Marignan, mia 10 lontan di Milan, intese el correr di la terra havia fatto el Duca; et subito spazò a la Signoria, la qual nova venne prestissima. Et la sera medema che si fece Duca, zonto l'ambassador a Milan, ditto signor, al presente Duca, venne in persona da l'ambassador, con el qual conferite insieme; dicendo era certissimo, la Signoria haveria grandissimo piacer di tal sua creatione, offerendose etc. Et poi, el zorno driedo, mandò el conte Zuan Boromeo et Piero di Galera, sei consejeri, per ditto ambassador, et lo menò in rocca dal Duca, el qual era stato a Santa Maria di le Gratie, vestito con uno mantello da coroto, longo insino a terra; et qui l'ambassador si dolse di la morte dil Duca.

A dì 22 ditto, la notte fo conduto in Milan el corpo dil Duca, et portato al Domo con 300 torze, con tutti preti et frati de Milan, fo posto in mezo a presso l'altar grando sopra uno soler, vestito damaschin bianco fodrà de varo, con un zupon d'oro, con la bareta ducal di panno d'oro, con uno revoltin de varo; in la man destra uno baston inarzentado, in la sinistra una spada, et li speroni roversi in piedi. Et poi che fo tenuto tre zorni sopra la terra, fo lì in domo sepulto, a presso li soi progenitori Duchi, i quali sono tutti in casse coverte d'oro lì a l'altar grando; et sopra di la cassa del deposito fo trovato tal epigramma.

Epigramma sepulchro Ducis Mediolani affixum:

Dux pater ense perit, rapuit me dira veneni

Sorbitio, qua dux tertius arte cadit.

Debuerat natus Ligurum succedere sceptro;

Comprimat exardens hoc Jovis ira nefas.

Aliud in eodem sepulchro:

Dux Ligurum pater, hic ferro, natusque veneno:

Morsque reum sequitur primum, mox fata secundum.