Era con il Re in Aste don Alphonso de la Sylva, ambassador dil Re di Spagna; et adi 26 Settembrio zonse uno ambassador di lo episcopo di Vallese capitano de Sguizari; et adi 3 Ottubrio venne Jacobo de Andria ambassador dil marchese di Mantoa, pur per visitar el Re, et offerirli el Stato suo, et allegrarsi de la sua sanitade.

In questo mezzo la Raina de Franza era in Ambosa, et el Duca di....... da Molins (Moulins) scrisse lettere al Re che dovesseno ritornar, disconsegliando molto el seguir de l'impresa. Per la qual cosa et monsig. di Beucher et Samallo stavano molto di mala voja, vedendo etiam el Re non haver danari; pur Constantin (?) provedeva al tutto. Era zà de qua da monti, come se intese, lanze 1900 a cavallo, 6 per lanza, et il Re havea alla guardia sua 200 balestrieri, 400 arcieri et 200 zentilhomeni; havea 8 carrette con 8 passavolanti sopra, tirate da X cavalli; et la sua guardia de dì et de notte steva armada. Et adi 29 Settembrio 100 lanze franzese fece la mostra fuora di Aste, che fo bellissimo veder; ma erano molto insolenti. Et adi 6 Ottubrio Anon si levò in arme per la insolentia de Franzesi, perchè havevano amazzati zerca 50 di quelli lochi vicini, ma poi fu pacificate le cose.

Ma il Re di Franza, essendo exortato dal sig. Constantin Arniti per nome di la marchesana di Monferà, si volse degnar di venir fino a Casale, deliberoe di andarvi, et cussì adi 7 Ottubrio partì di Aste et andò a Casal. Ma lasciamo quivi el Re, et a quello fece li campi de Romagna, et prima dil re Alphonso, le operationi sue.

Quello fece re Alphonso in Reame.

El re Alphonso, domente el Re si propinquava in Italia, andò in diversi luoghi dil Reame, confortando li popoli, promettendoli et facendo molte gratie, fortificando li passi. Et adi 11 Settembrio ritornò a Napoli, che era stato in Apruzo. Et adi 22 partì, et andò alla volta di San Zermano, et l'ambassador Venitian rimase a Napoli; et adi 2 Ottubrio havendo precepto di la Signoria di seguitar el Re, si partì per andar a trovarlo, et trovò el Re era allozato a Mola, città a marina, di qua dil fiume Garigliano, sopra dil qual el Re havea fatto far in quelli zorni uno ponte sopra otto navilioti, per passar le zente d'arme, et etiam poco più distante da questo ne fece far un altro per passar le artegliarie; et a...., loco denominato da una città lì presso ruinata al mare, et adhuc par le vestigie, era allozato el campo dil preditto re Alphonso mia 3 luntan da Mola; el qual campo fu fatto a l'impeto de Colonnesi.

Adi 4 el Re partì da Mola con l'ambassador preditto, et intrò in Gaeta. Fece honorata intrata, li venne incontra el clero con il pallio, iuxta morem, et adi 5, fo di Domenega, cavalcò per la terra, poi verso sera al porto; et fu fatto gran luminarie per le case, et dai navilii et nave in honor et leticia dil Re.

Et adi 6 partì per Fondi, passando per il castello de Itri, per andar a Terracina, dove ne l'andar quella via salizata per Appio Claudio Ceco eodem lapide ditta Fondi, ch'è cosa bellissima. Et adi 8 ditto, veneno vicino a Terracina, città dil Papa, la qual el Pontefice concesse a esso re Alphonso, che vi ponesse custodia, et quella come sua fortificasse per conservation dil suo Reame; la qual è a confin de ditto Reame, et mia 40 da Roma. Et quivi venne el campo ad allozar ben in hordine, di squadre 16, partito in 30 parte tra balestrieri, fanti, galuppi et homeni d'arme: poi el Re andò a Terracina et l'ambassador veneto ritornò a Fondi ad allozar, che era mia X luntano. Et poi adi 5 Novembrio, havendo da conferir con esso re Alphonso, partì da Fondi, et venne dal Re, el qual era a la campagna in mezzo dil campo allozato in una chiesetta, et el dì seguente Sua Maiestà con il campo partite, et venne a Fondi, et i 20 carri de artegliarie che havea ivi fatto condur da Napoli con gran fatica fino a Terracina, comandò ritornasse indriedo, et la caxon non se intese. Et cussì adi X ditto, con el campo che era stato uno mese a Terracina, venne a Mola, castello olim ditto Formiano, distante da Fondi mia 10. Et adi 12 el Re con l'ambassador andò a Gaeta mia 5, et la sera ritornò a Mola. Et adi 13 partino da Mola, et andono a uno castello in monte chiamato Traietto, dal qual è una amena e grata prospettiva, et mia do de lì vi passa el fiume Garigliano, et poco luntan de lì è uno monte battuto dal mare, ditto Monte Arzento, dove fu una terra ditta Monte Arzento, la qual fo derelitta per le incursion de Mori, et andono ad habitar su uno altro monte mia 4 luntan, si chiama Traietto quasi Traitto etc.

Successo di quello seguiteno li campi in Romagna di Ottubrio et Novembrio 1494.

Come ho scritto di sopra, li campi de Romagna, lo Aragonese che era alla fin di Settembrio più potente del Duchesco, era allozato sul fiume di Santa Agata sul Ferrarese, et il Duchesco al Fosso di Ziniul in su la riva di Po. Quello seguirà qui sotto sarà scritto in questi tempi.

Adi 2 Ottubrio gionse a Ravenna el sig. di Pexaro, per ritornar in campo. Notificò Camillo Vitello dovea venir con suo fradello con squadre 5, et era accordato con el re Alphonso: tamen poi si accordò con el Re di Franza.