Zonse a Milano in questi zorni, o vero a Vegevene, uno ambassador dil Duca di Loreno, che alias fo a soldo nostro in Italia a la guerra de Ferara, et poi partite per andar al governo de Franza, perchè era morto el re Ludovico padre di questo re Carlo, et ivi fo de' primi, benchè poi fusse privato dil governo, et andò ne li soi paesi. Nome, Renato, disceso di la caxa de Andegavia. Et za del 1480 essendo morto Renato duca de Andegavia et za Re de Napoli, successe per testamento in quel ducato Carlo suo nepote, et negli privilegii et ragione ch'egli avea nel Reame preditto. Unde ditto Duca di Loreno vedendo esser escluso, andò a campo a Marseia con le zente dil re Ludovico de Franza per tuorli quel Ducato, et tamen non potè far nulla et si partì de l'impresa. Or al presente mandò ditto ambassador qui in in Italia, et expose al Duca de Milano come, non volendo Franzesi tenisse el Regno di Napoli, meglio saria che lui vi venisse in Italia a dominarlo, havendo la ragione havia in ditto Reame; tamen non li fo risposo ad vota.
Ma la zente di esso Duca de Milano mandò uno trombeta in Aste, notificando al Duca di Orliens come el voleva haver Aste, non per romper guerra ma per assecurarsi. Et li fo risposo che 'l se deffenderia valentemente. Ma dopoi iterum mandò a dirli che mandasse via Franzesi di Aste, che etiam el signor Galiazo manderia li suoi alozamenti. Tamen era di opinione di alcuni oratori di la liga, che ditto campo dovesse far el tutto per haver Aste, la qual se divolgava era debol cossa; però che, havendola, et ponendo pressidio a li passi, Franzesi starebbe mal, et le cosse de qui andrebbe mal per el Re de Franza. Ma questa impresa andava molto pegra. Et in questi zorni accadette che, essendo ditte zente acampate vicino a Aste, et volendo tenir uno bastion lì a presso, Franzesi di Aste ussiteno et a quel bastion fonno a le man con ditti Ducheschi, et combatendo virilmente Italiani, messeno Franzesi in fuga, et assà ne fo morti, presi 17, i quali fonno mandati a Vegevene dal Duca de Milano. Et le cerimonie de la investitura se preparava, et fo decreto a dì primo Mazo nel consejo di Pregadi, di mandar li do ambassadori electi in Spagna insieme con Hieronimo Lion, i quali si dovesseno ritrovar a queste investisene, et poi andar di longo a Zenoa con li do oratori eletti per el Duca, come ho scritto di sopra. Et fo ordinato a Sebastiano Badoer cavalier dovesse repatriar, havendose optimamente portato in questa legatione, et laudato da tutti, et che ivi rimanesse con el successor Georgio Negro secretario suo, per haver la pratica di quel stado, come fece.
Da Mar, per lettere dil Capetanio zeneral si have come si havia habuto lettere da Costantinopoli da mercadanti in enigma, che 'l signor Turco armava; la qual saria compita per tuto Mazo: tamen si divulgava non usciria per questo anno. La qual cossa fu optima nova a Venetiani, et ogni loro pensiero messe alle cosse de Italia, però che prima pur si dubitaveno non volesse questo Turco far qualche movesta.
In questa terra continuamente se faceva consultatione con li oratori di la liga, et fo terminato in Pregadi de far ogni provisione necessaria a star preparati a la guerra, non volendo però romper alcuna lianza al Re de Franza; ma pur se il volesse far qualche novità, se dovesse resister gagliardamente. Le decime se attendeva a scuoder, li stratioti zonzeva; et ancora fo ordinato di far la mostra zeneral a dì X Mazo de tutte le zente d'arme, et fo mandato Hieronimo da Monte, vice collateral zeneral, a poner ordine de tal mostra. Et fo dato prima soventione a tutti li soldati, a ciò fusseno in ordene; et fo ordinato de far di le zente erano in Friul et in Trivixana la mostra a Sacil: et scritto a Leonardo Mocenigo fo del Serenissimo Principe, luogotenente di la Patria di Friul, et a Thoma Mocenigo podestà et capitanio a Treviso, ve dovesse andar. Et de quelle de Padoa et Polesine, a Montagnana; Marco Antonio Morosini cavalier capitanio di Padoa, et Domenego Malipiero podestà et capitanio di Ruigo. Di le zente di Veronese et Bressana, a Monte chiari; Polo Barbo capetanio de Verona et Nicolò Michiel dottor capetanio de Brexa. De quelle erano in Bergamasca, a Martinengo; dove fo ordinato vi andasse Alvise Mudaxo capetanio di Bergamo et Domenego Beneto podestà et capetanio a Crema. Quelle di Romagna fo fatto la mostra a Ravena. Oltre di questo venne in questa terra Taliano da Carpi conduto nuovamente, et venuto a le stantie et andò a la Signoria offerendosi etc. Et anche non molti zorni avanti vi vene el conte Carlo de Pian de Meleto conduto al principio de questa guerra. Et essendo mancati do condutieri nominati di sopra, havia cavalli 300 per uno, et cavalli 150 che restava senza capo, che fo dil prefetto di Roma che fu cassato, unde nel Consejo di Pregadi, a dì 29 April, fo partito questi cavalli 750 tra undexe condutieri partiti pro portione, come qui di sotto sarà notadi, zoè cressuto di le condute haveano.
Al conte Zuan Francesco di Gambara
cavalli
40
Al conte Alvixe Avogaro
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40
A Domenego Alexandro Coglion kav.
r
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40
A Domenego Tadeo della Montella
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40
A domino Marco da Martinengo kav.
r
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90
A Jacomazo da Venetia
»
40