Et a dì 23 ditto alcuni Franzesi essendo assueti de venir fin su le porte de Brandizo danizando, li quali erano reduti a Misagne mia 8 lontani de lì; or in questo zorno zerca 500 tra i fanti et quei de Brandizo si messeno in ordene con la vigoria di l'armada, et andono fino al ditto castello di Misagne, et parte si andò ad imboscar; et mons. di la Spara vicerè, era ivi con zerca 200 cavalli, venne fuora, et quelli fanti fenze di fuzer, et si venne reculando tanto che Franzesi fonno messi di mezo, et fonno a le man; et questa fo la prima baruffa fatta in Reame, Taliani con Franzesi, et ne fo morti 9, presi zerca 80 de Franzesi, et esso vicerè fo preso con tre feride su la testa; el qual fo menado in Brandizo, et el resto, al meglio poteno, fuzite in Misagne. Et don Cesare subito mandò a notificar questa vittoria al zeneral, dicendo che per sua causa la havevano habuta. Et messo questo vicerè in fondi di una torre, el qual si dette taglia lui medemo ducati 15 milia; era richissimo et havia più de ducati 30 milia de contanti, come se divolgava, et lì in Puia era inrichito. El qual mandò dal capetanio nostro a dirli come el suo Re havia bona paxe et lianza con la Signoria, et lui grande amicitia fata a Roma con so fiul cardinal, et per tanto li voleva parlar. Unde el capetanio mandò el suo capelan a parlarli. Quello conferite fo secreto, et quivi non sarà scritto. Et volse el capetanio li mandasse el suo miedego a medegarlo;el qual li promesse, ut dicitur, ducati 1000, si lo variva; sì che quelli el preseno fece un gran botino. Quello di lui seguite, intenderete poi.
Ancora se intese come don Cesare voleva armar una galia per forza, sopra la qual voleva metter suso questi Franzesi presi, et altri vilani de lì che erano stati rebelli al suo Re. Et el zeneral a dì 25 ditto se ritrovava haver galie 19, et aspettavano di hora in hora una galia candiota, sì che in tutto a quella impresa era 20 galie. Li Sopracomiti nominerò di sotto. Et do nave, zoè quella de Stefano et Theodosio Contarini, patron Zaneto da Merrani, de botte 550, et quella de Piero Sagredo e compagni, de botte 300, patron Anteo Amai, etiam el capetanio mandò a Corphù ne dovesse mandar di altri. Et etiam se have lettera da Constantinopoli, la continentia di la qual scriverò di sotto. Hor, zonto questa tal nova a Venetia, la Signoria mandò a notificar questo a li oratori di la liga, et ancora a li oratori di re Ferandino; et la sera per Pregadi spazò uno gripo a ditta armada, che comandava al capetanio non dovesse far altra movesta. Et in questi zorni quel Zuan Caraffa orator di Ferandino, era venuto in questa terra, se partì et andò a trovar el Pontifice a Perosa, et ivi restò orator.
Da Constantinopoli, per lettere dil secretario di 12 Mazo, se intese che el Signor non credeva ancora certo la morte di suo fratello, et però voleva saper meglio da la Signoria la verità, et di che morte era mancato, o di morte natural o violenta, et che desiderava haver el suo corpo per via di la Signoria, per metter le sue ossa arente quelle de li soi passati et farli solenne esequie. Item che esso secretario lo havia advisato di la liga fatta, et che parlando con 4 soi Bassa di primi zerca questa liga, ai quali pareva molto di novo, et cadauno da per si li parlò, dicendo: come va queste cosse? El signor Ludovico lo ha fatto venir el Re de Franza in Italia, et a hora ha fatto liga? La Signoria, si la voleva, nel principio poteva ostar a la venuta et l'ha lassato venir et prosperar; et a hora è stati causa di sta liga. El Papa prima era in amicitia con el Re de Napoli, poi dette el passo al Re de Franza, et pur è dentro. El Re de Spagna li ha promesso fede et bona paxe, et have do contadi; et pur è contra esso Re de Franza. Et l'Imperador era pur so amigo etc. A le qual parole saviamente ditto secretario rispose, dicendo havevano fatto questa liga per conservatione di stadi loro, et senza nuocer a niuno; ma loro concludeva le cosse de Italia hora era piova hora era sol etc. L'armada si poneva in ordene et faceva gran pressa a expedirla, non però sì gran numero come diceva de far prima; et che l'era molto sfredito el Signor. Pur judicava che ditta armada usciria, et che Christiani marangoni et calafai lavorava etiam le feste contra el so voler, di comandamento dil Signor, et altre nove scrisse in zifra, le qual fonno secrete, et zonse qui a dì 6 ditto.
A dì 7 ditto per una nave, patron Piero Alvise, et scrivan uno Dimitri de Michali, la Signoria nostra fo certificata, et el patron et scrivan questo referite in Collegio, come, venendo con la soa nave da Serviza carga di sal, a dì 24 April, tra Maiorica et Menorica discoverse una grande armada, la qual era zerca 40 caravelle o vero barze de Spagna, capetanio uno Consalvo Fernandes di Agilar castigliano nominato di sopra, et che era zerca XV da botte 400 in 500, el resto da 200 in zoso, con cavalli et zente armate suso; et che el capetanio volse ditta nave calasse. La qual calò, et andò dal capetanio, et inteso come era nave de Venetiani, li fece bona compagnia, et velizono insieme alquanti zorni. La qual armada andava in Sicilia. Et che li fo ditto el Re voleva mandar ancora altre caravelle presto, et questa zonse a Messina a dì 24 Mazo dove era le altre barze, capetanio el Conte de Trivento, con grande piacer di re Ferandino et di re Alphonso che ivi se ritrovava. Narrò ancora come re Ferandino prospera in la Calavria, et era dismontato a Rezo, et habuto per forza la terra, et el capetanio franzese menato a Messina li fece taiar la testa.
A dì 9 ditto venne uno corrier de Spagna, zoè el primo portò la nova di la liga, con lettere di ij Mazo, el qual venne per mar da Barzelona a Zenoa, et portò lettere al so ambassador, et etiam a la Signoria dil Re et la Raina, in castigliano, scritte molto dolcissime, dimostrando l'amor havevano a questa Signoria, et el contento di la liga fatta, la qual loro l'havevano fatta publicar per tutti li regni la Domenega drio San Marco, a dì 26 April, et fatto processione (et questo perchè el zorno de San Marco non se varda in Spagna), a ciò fusse con più solennità. Et, come l'ambassador disse in Collegio, il Re feva grande exercito; tamen non voleva romper se prima qui in Italia non se rompeva; tamen Venetiani fevano ogni cossa che se rompesse in Spagna.
In questo medemo zorno zonse lettere di Zenoa di 5 Zugno de Francesco Capello kav. et Marin Zorzi dottor, andavano oratori in Spagna insieme con li do oratori dil Duca de Milan. Notifica come a dì primo ditto erano partiti de Milan, accompagnati dal Duca fino fuora di le porte, et da Sebastian Badoer et Hieronimo Lion kav. oratori più de longo. Et la sera alozono a Pavia, dove venne li do oratori milanesi. Et el Marti poi a Tortona, el zorno driedo a Borgo di Forni, et al Zuoba a Roverillo, fo el 4 dil mexe, ch'è una villa di Zenoa mia tre lontano, dove Bernardo et Thomaso Salvago con alcuni altri zenthilomeni zenoesi li accompagnò. Verso Zenoa li venne contra prima Zuan Adorno fradello dil governador et capetanio di le fantarie, poi etiam venne Augustin Adorno governador di Zenoa et Coradolo Stanga prothonotario comessario dil Duca de Milan con molti cavalli, et fatte le debite acoglientie introno in Zenoa con gran magnificentia, et li acompagnò fino al palazo di Polo Palavesin situato sopra la marina, benissimo ornato di panni d'oro, veludo, rasi et razi finissimi. El populo tutto su le strade e balconi, le bottege erano serrate, però che fo fatto comandamento sotto pena de ducati 100 dovesseno serar, per honorar li ambassadori venetiani. Le galie sottil erano in porto se movevano in segno de allegrezza, salutando ditti oratori, et fonno assà presentadi: et conclusive molto honorati. Item come in Zenoa era 20 galie et 21 nave, di le qual galie 9 era armate et 4 nave grosse benissimo in ordene, et che li era sta parechiato una nave di botte 3000, chiamata Jansilla, per passar a Barzellona a mia 600; che esso governador pur se dubitava de Zenoesi, per esser cupidi di nove cosse, che non ribellasseno al Duca de Milan et aderirsi al Re de Franza, et che non era fatto alcuna provisione per el Duca; tamen lui et li soi erano fermissimi et constanti, et prima voranno morir che partirse di l'ubidientia de Milan et in amor con la Signoria nostra. Et cussì a dì 8 ditto tutti 4 oratori con la so fameglia montono in nave, et andono a loro viazo, et zonseno a dì 13 a Barzelona, et trovato l'Alteza dil Re et Raina erano partiti di Madrid et venuti a Burgos, come tutto sarà scritto de sotto. Et ancora advisò la Signoria haver inteso da alcuni mercadanti, che havia habuto lettere di Barzelona, come a dì 19 Mazo era morto el re don Joanne di Portogallo, di malatia longiqua, zoè idropesia, de età de anni 43, et non havea figlioli legittimi, però che uno solo havia, chiamato don Alphonso, era maridato in donna Isabella fiola dil Re de Spagna presente, la qual adhuc de età de anni XXV vive a presso el padre, con provisione tamen di esso Re de Portogallo per el so viver annuatim. Adoncha ditto don Alphonso morite l'anno 1491, corando sora uno cavallo, de età de anni 17; cadete et morite in la città di Santarre ( Santarem ).
Questo Re de Portogallo ha moglie una zermana chiamata Lionora, sorella di don Emanuel duca de Viseo, che fo fiol de don Ferante infante fratello di esso Re, et per sangue regio a ditto Duca de Viseo li vien la corona, el qual è zerman suo et dil Re de Spagna; ma fo divulgato el Re haver fatto testamento, et lassato el regno a uno so fiul natural, chiamato don Zorzi, di età de anni 13, in governo tamen e protetione dil Re de Franza, non havendo nominato el Re de Spagna suo parente et vicino, però che Portogallo è in mezo di la Spagna. Et una mattina per tutto in questa terra se rasonava di tal nova, dubitando el Re de Spagna non fusse impazato in quelle cosse, et non potesse attender a romper al Re de Franza. Tamen dopoi se intese ditto Re star benissimo, sì che non fo.
A dì 10 ditto venne uno gripo di l'armada di Puia, con lettere dil Capetanio zeneral di do Zugno, notificava esser ivi a li scogi de Brandizo, secondo li comandamenti di la Signoria, et che niuno di l'armada havia fatto movesta, nè niuno si poteva lamentar. Erano galie XXI, se aspettava di zorno in zorno Bartholomio Zorzi provedador di l'armada dovesse zonzer, et che tutta la Puia, volendo nostri, leveria S. Marco, et che re Ferandino et le sue galie havia habuto Rezo, et tajato li Franzesi a pezi, come ho ditto di sopra, et etiam havia rehabuto Cotron, et che Otranto, dopoi el zonzer di l'armata nostra ivi, havia levato le insegne aragonese, et li Franzesi erano lì se havia reduto in castello, tamen el zorno driedo a patti se reseno, e andono fuora di la terra; et etiam uno castello mia 7 di Otranto, chiamato Robia, havia levato le ditte insegne.
Item erano venuti da don Cesare a Brandizo alcuni di primi di Leze per far trieva, et volevano patizar de non star più sotto Franzesi; che sperava fra tre zorni hariano Leze. Et a dì primo dil mexe, alcuni Franzesi erano a Misagne ussite fuora, et fece corraria fino a presso Brandizo, ma don Cesare con alcuni altri tra cavalli et fanti n.º 700 ussiteno di la terra, e come i fo fuora non trovono li nemici, et tornono in Brandizo. Et in quel zorno zonse uno gripo con lettere di la Signoria, comandava al capetanio non se partisse sino non li scriverà altro.
Item come havia mandato, a dì 26 dil passato, Francesco Valier soracomito con un'altra galia dalmatina verso Monopoli, per intender qual cossa di novo; et zonto ivi mandò el Copano in terra, et Franzesi li disse: che vegniva a far qui? Risposeno quello li accadeva. Et loro digando: vui sete nemici dil nostro Re, et venite in le so terre. Et nostri ge rispose: non era el vero. Tamen non volseno dismontar, et ritornò queste galie a Brandizo. Ancora a dì 2 Zugno mandò Piero Bembo soracomito con la so galia verso Messina a trovar l'armada de Spagna et el re Ferandin, et intender come andavano quelle cosse. Et quello nel ritorno referite sarà scritto più avanti. Et come per una lettera venuta in questo zorno di ditta armada vidi, come re Ferandino era passato con alcune barze et galie in la Calavria con 12 milia persone, et havia fatto render assà castelli: Rezo dove eran 150 Franzesi tutti amazati, et al capo fece taiar la testa. Item come quelli di l'armada desideravano di poter far fatti, altri per acquistar fama, altri per farse richi mediante el dar a sacco.